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LE CAPACITA’ COORDINATIVE
Una delle frasi che più ricorrono per giudicare la prestazione non positiva di un giovane calciatore è: “quel ragazzo è troppo scoordinato per…”. Occorre specificare il significato del termine coordinato. Un soggetto è dotato di coordinazione quando è in grado di svolgere correttamente un gesto già appreso e quindi applicarlo nel contesto richiesto. Se ne deduce che chi non è coordinato non ha avuto modo, evidentemente, di apprendere efficacemente i gesti richiesti.
Coordinazione: capacità del nostro cervello di inviare ai muscoli gli impulsi corretti affinché l’esecuzione sia precisa.
Le capacità coordinative rappresentano la matrice profonda di tutte le abilità tecniche del calcio e degli sport in generale, dipendono in gran parte dal livello con cui si gestiscono gli schemi spaziali e temporali. Esse permettono di risolvere problemi motori in modo adeguato a finalità e obiettivi prefissati e si basano su condizioni neurologiche, fisiologiche e psicologiche che consentono al soggetto di apprendere, organizzare, controllare e trasformare il movimento. Le capacità coordinative rappresentano l’alfabeto motorio.
Elementi di auxologia
Auxologia: scienza che studia lo sviluppo del corpo umano Periodi di accrescimento ( secondo Pende, patologo ed endocrinologo italiano):
Turgor: periodo riempimento, caratterizzati fisiologicamente dallo sviluppo preminente di organi e di tessuti, quasi una ripienezza
Proceritas: sono contraddistinti dall’allungamento dell’organismo (giovanissimi !!!!)
turgor primis (primo riempimento): dai 2 ai 3 anni e mezzo (maschio e femmina)
proceritas prima (primo allungamento): dai 3 anni e mezzo ai 7-8 anni (maschio e femmina)
turgor secundus (accrescimento accelerato in peso): dai 9 ai 10 anni circa (femmina) dai 9 anni agli 11 anni circa (maschio)
proceritas seconda (secondo allungamento prevalente o periodo prepubertario): dagli 11 anni ai 12 anni circa (femmina), dai 12 anni ai 13 anni (maschio)
Durante queste fasi si notano a occhio nudo le variazioni delle proporzioni corporee: nelle fasi di turgor è preponderante l’accrescimento della massa, mentre in quelle di proceritas una differenziazione staturale rispetto alla fase precedente. Occorre, tuttavia, evidenziare che la caratteristica da prendere in esame in ogni fascia d’età è la verifica dell’evoluzione e del progressivo accrescimento rispetto alla fase precedente. La continuità è il fenomeno da sottoporre a controllo ed osservazione. Non bisogna però confrontare il turgor con il soprappeso: il ragazzo in questa fase è sempre in situazione di normopeso; potrebbe risultare più impacciato di prima. Ma questo avviene anche nel periodo di allungamento staturale. Infatti deve riadattare gli schemi motori di base.
L’accrescimento è un processo continuo: si realizza in fasi che sfumano e si confondono l’una nell’altra. Il bambino prende coscienza di sé, favorito dalla quasi completa definizione dello schema corporeo (schema corporeo: conoscenza del proprio corpo in situazione statica e dinamica e in rapporto alle diverse parti del corpo ed allo spazio e gli oggetti che lo circondano) e ha adesso un grado di socialità buono, accetta le regole del gruppo ed ha un elevato senso di giustizia. C’è quindi un’eccezionale disponibilità mentale e fisica che unita al desiderio ed all’istinto di una sana competizione e confronto con i coetanei, consente al bambino di dar fondo, senza risparmio, a tutte le qualità ed energie di cui dispone. Tale disponibilità spiana la strada all’opera educativa dell’istruttore. Pertanto, è questo il momento di allargare più che mai le conoscenze motorie del bambino, proponendo la più vasta gamma di situazioni ed esercitazioni, nelle forme più varie e gradatamente sempre più complesse. Se non si interviene in questo periodo, purtroppo, potremmo compromettere per sempre il potenziale che ogni bambino racchiude in sé.
Al momento della nascita le forme di movimento sono minime, mentre con il tempo il bambino acquisisce quelle fondamentali, denominate schemi motori di base (quali ad esempio: camminare, rotolare, spingere, correre, saltare, slanciare, calciare, opporsi, arrampicarsi, afferrare, strisciare, ruotare,) che consentono un maggiore confronto con l’ambiente. L’evoluzione delle forme fondamentali di movimento (schemi motori di base) dipende dall’apprendimento, ma soprattutto dai processi di maturazione e sviluppo. Gli schemi motori che consentono l’apprendimento di abilità motorie e lo sviluppo delle capacità motorie, hanno un andamento diverso secondo l’età e sono quantificabili in termini percentuali. Il 60% dei bambini ha pienamente acquisito lo schema già a 45 anni, mentre per il saltare si può attendere anche fino a 10 anni. Il sesso è un’altra variabile importante: lanciare richiede anche un certo impegno di forza e il 60% dei bambini padroneggia tale schema a 5-6 anni, mentre le bambine devono attendere fino a 7-8 anni.
Piccoli amici: il bambino si trova ancora nella fase nel periodo dell’infanzia. Dal punto di vista fisico presenta una scarsa tonicità muscolare, accentuata dal poco movimento cui è abituato e un incremento staturale dovuto alla fase auxologica della proceritas. Psicologicamente passa dalla fase di esplorazione dell’ambiente a quella creativa ed organizzativa. In riferimento a ciò, è importante l’intervento del tecnico: deve sollecitare la fantasia e non “ingabbiarla” in esercitazioni analitiche chiuse. Inoltre, pur rimanendo in un periodo di spiccato egocentrismo, tende ai primi rapporti socializzanti. Deve rapportarsi positivamente con i compagni e comprendere le regole della vita di gruppo. Ricerca sempre una gratificazione immediata: correzioni in positivo e rinforzi per ciò che esegue lo stimolano a compiere azioni sempre più complesse e creative.
È vivace e pieno di entusiasmo,
caratteristiche che il tecnico deve canalizzare nell’allenamento. La capacità
di attenzione è molto ridotta: si distrae facilmente e talvolta, se non
sollecitato, si estranea dal gruppo per giocare da solo, tipico comportamento
di bambini abituati a videogiochi o televisione.
La fascia d’età che va dai 6 anni ai 12 anni è definita come periodo della terza infanzia o periodo scolare, ma viene soprattutto considerata come l’età d’oro della motricità (!!!!!!). È il lasso di tempo in cui il bambino inizia a elaborare una certa autonomia e a sviluppare atteggiamenti sociali.
Negli atti motori le capacità coordinative non sono isolabili, ma presenti in complessi dove una, due, o più potranno di volta in volta avere prevalenza d’impiego sulle altre. In esecuzioni di precisione come un assist, un calcio piazzato, un rigore o un tiro libero, ad esempio, prevalgono le capacità di differenziazione e di accoppiamento; in esecuzione di rapidità come una risposta a una finta, prevalgono le capacità di reazione e di trasformazione. Pur tenendo presente che ogni capacità non può svilupparsi indipendentemente dalle altre, a causa delle intense interazioni reciproche, nelle prime età della vita è più evidente quella di apprendimento e controllo motorio perché il bambino attraverso gli analizzatori cinestetico e vestibolare concentra la propria attenzione verso l’io corporeo, mentre con il passare degli anni si osserva un notevole incremento delle capacità di adattamento, combinazione e trasformazione dei movimenti nelle quali il bambino opera le proprie scelte in funzione delle percezioni interne ed esterne, determinate dall’ambiente circostante attraverso i canali esterocettivi (visivo, acustico, tattile) e propriocettivi (cinestetico e vestibolare).
Un buon livello di apprendimento motorio, che presuppone peraltro capacità di controllo e capacità di adattamento e trasformazione di movimenti, permette un progressivo avviamento verso le abilità motorie, intese come azioni, consolidate con l’esercizio ripetuto, che si svolgono almeno in parte automaticamente, cioè senza il controllo cosciente dell’attenzione, In tali azioni, inoltre la coordinazione è talmente perfezionata e stabilizzata che l’esecuzione è effettuata con grande sicurezza.
Le capacità coordinative si dividono in generali e speciali.
Capacità coordinative generali:
-capacità di apprendimento motorio
-capacità di direzione e controllo motorio
-capacità di adattamento e trasformazione dei movimenti
Capacità di apprendimento motorio: consiste nell’assimilazione e nell’acquisizione di movimenti precedentemente non posseduti, che devono poi essere immediatamente stabilizzati; tale capacità generale, dipende dalla possibilità di ricevere informazioni sensoriali dai vari analizzatori e, in particolare da quello: tattile, visivo, statico-dinamico, acustico, cinestetico. Come si interviene per migliorare la capacità di apprendimento motorio: proponendo compiti motori che vanno risolti consapevolmente, collegando tra loro abilità motorie che sono realizzate successivamente e contemporaneamente.
Capacità di direzione e controllo motorio: serve per controllare il movimento secondo lo scopo previsto, cioè per raggiungere esattamente il risultato programmato in un determinato esercizio. Come si interviene per migliorare la capacità di controllo: aumentando le difficoltà coordinative del compito motorio che dovrà essere eseguito (ad esempio più segmenti corporei da controllare simultaneamente).
Capacità di adattamento: relativa alla possibilità di apportare adeguate modifiche al programma motorio prefissato in rapporto a condizioni che mutano continuamente. Come si interviene per migliorare la capacità di adattamento e trasformazione: richiedendo la soluzione di compiti motori in contesti situazionali mutevoli (parametri esecutivi del movimento, condizioni esterne o ambientali come dimensioni del campo, avversari diversi che si affrontano, tattiche di gioco diverse, 1>1, rimbalzi e deviazioni anomali del pallone).
Il concetto di destrezza è piuttosto generale ma permette di focalizzare la nostra attenzione proprio sul miglioramento della funzione di coordinazione che permette di controllare, adattare e trasformare il movimento. La destrezza consente di essere efficace ed economici nell’esecuzione di esercitazioni tecniche, situazioni variabili di ogni tipo e gioco.
Capacità coordinative speciali:
-equilibrio mono e bipodalico
-organizzazione spazio-temporale
-accoppiamento e combinazione motoria
-differenziazione
-anticipazione motoria
-reazione motoria
-ritmizzazione (ritmo)
-fantasia motoria
Equilibrio: capacità di mantenere tutto il corpo in condizioni di stabilità, sia in fase statica che dinamica che in volo, o di ripristinare detta condizione dopo aver eseguito dei movimenti. L’equilibrio è strettamente collegato con altre coordinazioni quali la capacità di differenziazione (calciare in scivolata) o la capacità oculo-segmentaria (modificare la posizione del corpo in base alle situazioni esterne).
Esempi di come interviene nel gioco del calcio:
gioco in acrobazia;
colpo di testa;
cambi direzione e dribbling;
contrasti tuffo del portiere.
Capacità di equilibrio dinamico: correre 20 mt: primo tratto correre saltando la funicella, secondo tratto correre su di una linea del campo;
con la palla: correre 20 mt con il primo tratto palleggiando ed il secondo tratto spostandosi all’indietro guidare la palla.
Organizzazione spazio/temporale: capacità di definire e variare la posizione e i movimenti del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione definito. Si può definire come senso dello spazio e del tempo. È il caso di quei giocatori che sono sempre nel vivo dell’azione e non sempre sono colori i quali corrono più velocemente, ma semplicemente sanno dove andare e come muoversi. La differenza rispetto alla capacità di anticipazione risiede nella possibilità di vedere realmente ciò che sta accadendo ed eseguire un’azione. Sotto il profilo individuale riguarda la capacità di gestire la palla a differenti velocità, in relazione alla porzione di campo disponibile, agli avversari e ai compagni presenti. Saper valutare la velocità di spostamento della palla, le diverse traiettorie di arrivo della stessa, la velocità di spostamento nello spazio dei compagni e degli avversari dà l’opportunità ai giovani calciatori di organizzare progetti motori in relazione al gioco: quando guidare la palla, quando trasmetterla, dove condurla, dove trasmetterla.
Esempi di come interviene nel gioco del calcio:
posizione in campo;
valutazione della traiettoria e della velocità della palla;
valutazione della velocità di spostamento dei giocatori (compagni ed avversari)
gioco in acrobazia.
Capacità di orientamento spaziale:
quadrato di mt 16 diviso in tanti altri quadrati di lato 1 mt l’allievo deve, correndo, passare da tutti i quadrati;
stesso esercizio con la palla in ogni quadrato fermare la palla con la pianta del piede.
Accoppiamento e combinazione: capacità di collegare tra di loro (in relazione al movimento globale del corpo, diretto ad un certo scopo) movimenti di segmenti del corpo, movimenti isolati o singole fasi di movimento.
Esempi di come interviene nel gioco del calcio:
conduzione palla e passaggio;
guida e tiro;
saltare e colpire di testa;
controllo orientato e passaggio.
Capacità di combinazione motoria: correre 20 mt (ogni tratto 5 mt): primo tratto correre avanti, secondo tratto correre saltando la funicella, terzo tratto correre indietro, quarto tratto correre avanti;
con la palla: primo tratto guida della palla con i piedi, secondo tratto guida della palla alternando tocchi con il piede e con la mano, terzo tratto correre palleggiando ad ogni rimbalzo del pallone a terra, quarto tratto guida della palla sotto la pianta del piede.
Differenziazione: capacità di selezionare il giusto grado di tensione muscolare a seconda dell’esigenza motoria. Si può definire come senso del movimento.
Esempi di come interviene nel gioco del calcio:
finte;
il dosaggio della forza nei passaggi lunghi e corti e nei controlli;
il ritmo di corsa.
Capacità di differenziazione: correre mt 20: mt 5 avanti, mt 5 indietro, mt 10 avanti;
stesso esercizio con la palla.
Anticipazione motoria: la capacità che consente al soggetto di prevedere l’andamento, la successione, gli esiti di un’azione e di programmare conseguentemente i propri compiti motori. È sicuramente una delle coordinazioni fondamentali e tra le più difficili da sviluppare nel calcio. La prima caratteristica è la capacità di osservare la cosa giusta e agire in conseguenza (esempio: se guardo una finta e mi muovo, sbaglio, quindi ho visto solo la cosa falsa senza cogliere l’idea vera). L’altra caratteristica importante è il movimento nel tempo giusto (anticipato): se fatto troppo presto l’avversario cambia il movimento, se fatto troppo tardi intervengo fuori tempo. Cosa devo imparare? Semplice a dirsi: devo essere capace di fare la cosa giusta, quella più pertinente sapendola scegliere tra molte nel “tempo giusto”; tutto questo è possibile solo attraverso la ripetizione (e l’esperienza).
Esempi di come intervengono nel gioco del calcio:
lettura del gioco dei compagni;
lettura del gioco avversario;
lettura della situazione;
visione di gioco.
Reazione: capacità di iniziare ed eseguire rapidamente un movimento in rapporto ad una qualsiasi sollecitazione e di eseguirlo alla velocità adeguata rispetto al compito motorio da svolgere.
Esempi di come interviene nel gioco del calcio:
reazione alle finte;
tempi di attivazione della risposta motoria in rapporto alla situazione creatasi;
ripartenze.
La velocità prima dei 10 anni è molto legata alla maturazione del sistema nervoso centrale. Al di là del miglioramento possibile, sembrerebbe comunque giustificato cominciare molto presto;
l’allenamento alla velocità, già a partire dai 6 anni. Tra i 5 e 7 anni si verifica un importantissimo miglioramento delle caratteristiche meccaniche della corsa che hanno una ripercussione favorevole sulla velocità, per questo motivo è consigliabile iniziare proprio da questa fascia d’età l’inserimento di esercitazioni adatte allo sviluppo della velocità. Miglioro la velocità agendo su velocità di reazione e frequenza dei movimenti.
Capacità di reazione motoria:
correre 20 mt: variazione della partenza con stimolo visivo, acustico, tattile;
stesso esercizio con la palla;
psicocinetica;
corsa nei cerchi.
Ritmizzazione: capacità di dare un ordine cronologico specifico, ad un atto motorio. Si può definire come senso del tempo che intercorre nelle varie fasi del movimento.
Esempi di come interviene nel gioco del calcio:
aspetto tattico: adattamento ai tempi e ritmi di gioco.
Variazioni del ritmo dei movimenti a seconda delle situazioni capacità di ritmo:
correre 20 mt in slalom: 10 coni disposti alla distanza di mt 2;
stesso esercizio con la palla.
Fantasia motoria: capacità che consente di risolvere in forma originale e creativa un problema motorio, quindi di variare, ristrutturare nuove forme di apprendimento.
Esempi di come interviene nel gioco del calcio:
dribbling;
finte;
ricerca di soluzioni nuove.
Coordinazione dinamica generale: tutte quelle attività nel corso delle quali il corpo dell’atleta si sposta nello spazio. È una capacità coordinativa e implica al suo interno più capacità quali l’equilibrio, la coordinazione spazio-temporale, l’anticipazione, la differenziazione. Tutte le coordinazioni sono in stretta correlazione con le capacità condizionali che esprimono il livelli della prestazione. È quindi fondamentale nel gioco del calcio.
Coordinazione oculo-segmentaria: è la capacità di spostare e/o modificare i segmenti corporei in funzione di quanto richiesto dall’azione in corso. Nel calcio si parla di coordinazione oculopodalica cioè rapporti tra vista e arto inferiori per calciare e stoppare la palla. Estendendo il concetto, si deve pensare a tutte quelle dinamiche che un giocatore mette in atto relazionando il corpo su informazioni ricevute dalla vista: per esempio saltare per evitare un avversario, colpire di testa, impattare la palla con le diverse parti del corpo. Spesso è associata ad altre capacità quali spazio-tempo, anticipazione, coordinazione dinamica generale.
L’abilità motoria è rappresentata dal gesto tecnico che è automatizzato grazie alle possibili forme di apprendimento che si consolideranno mediante l’utilizzo di mezzi e metodi didattici differenti. Il bambino strutturerà le proprie abilità motorie attraverso la fase ludica cioè con forme di movimento che richiederanno progressivamente una sempre minore attenzione dell’attrezzo. Possiamo affermare che la tecnica calcistica sia quel complesso di abilità inerenti ai movimenti che il giocatore è chiamato a compiere in gara allorché si trova in contatto col pallone.
Perché nel calcio lo skip basso
e rapidissimo si effettua sempre abbassando la testa e guardandosi i piedi? E
la corsa calciata tenendo le mani appoggiate sui glutei, mentre poi quando si
corre normalmente le braccia devono lavorare per l’equilibrio?
Quello che dite e fate è meno importante di come lo dite e di come lo fate.
Non giocatori ubbidienti ma giocatori pensanti.