Categoria: Tecnica

IVAN ZAULI

  • Allenatore UEFA B
  • Docente Settore Tecnico – Tecnica Calcistica
  • Fondatore La Strada dei Campioni

I CAMBI DI SENSO PER LA PROTEZIONE DELLA PALLA

Nel primo articolo, abbiamo visto l’importanza che riveste il trattamento della palla nella formazione del giovane calciatore nell’età evolutiva, sia dal punto di vista della conoscenza e della padronanza della palla che da quello dei pre-requisiti coordinativi fondamentali, durante il percorso di acquisizione di tutte le abilità tecniche che andremo a trattare in questa serie di articoli.

In questo secondo articolo porremmo l’attenzione sulla guida della palla attraverso l’utilizzo di cambi di senso finalizzati a proteggere la palla e a conquistare spazio durante il gioco dalla pressione di un avversario.

Andremo ad analizzare le gestualità più efficaci e più utilizzate dai grandi campioni durante le partite e ci concentreremo su 3 superfici anatomiche del piede:

  • L’interno piede
  • L’esterno piede
  • La pianta del piede

Prima di entrare nello specifico, vediamo come costruire un percorso formativo basato su 3 livelli di formazione:

  • I° livello di formazione: PRINCIPIANTE – scoperta e avviamento
  • II° livello di formazione: INTERMEDIO – perfezionamento e consolidamento
  • III° livello di formazione: AVANZATO – mantenimento e specializzazione in funzione del ruolo e delle zone specifiche di campo
                                                           1°LIVELLO DI FORMAZIONE
PRINCIPANTE – scoperta e avviamento
L’obiettivo prioritario di questo livello è quello di esercitare la sensibilità piede palla, per far si che i giocatori interiorizzano in maniera inconsapevole alcune gestualità che saranno poi funzionali in partita per la protezione della palla durante la conduzione, attraverso cambi di senso; il tutto attraverso esercizi analitici e giochi ludici con rilevanze tecniche. Si andranno a proporre diverse gestualità che avranno lo scopo di migliorare la sensibilità di tocco e la conoscenza delle varie superfici anatomiche di contatto piede palla. Queste proposte avranno una componente oltre che tecnica, anche coordinativa di lavoro sugli appoggi (avampiede), fondamentale per un giocatore, e la ritmicità dei piedi (footwark).
                                                       2° LIVELLO DI FORMAZIONE
INTERMEDIO – perfezionamento e consolidamento
Dopo aver creato i prerequisiti tecnici coordinativi per la protezione della palla, ora l’obiettivo sarà quello di rendere consapevoli i nostri ragazzi delle gestualità  più efficaci in partita per coprire la palla completamente con tutto il corpo ,a seconda da dove arriva la pressione del, o dei difensori  avversari  (laterale ,frontale, da dietro, che accompagna di fianco).Si porrà il focus attentivo  nell’esercitare la guida della palla con i gesti tecnici + funzionali nel gioco reale alla protezione palla attraverso cambi di senso . Si andranno, altresì, a codificare con PAROLE CHIAVE, TUTTI I GESTI TECNICI per facilitare in seguito le richieste del formatore, in modo che a seguito di una richiesta specifica di esecuzione di un gesto tecnico, il ragazzo lo associ immediatamente. Si svilupperà, quindi, una didattica che preveda gli esercizi analitici, il gioco tecnico in regime di velocità, per finire poi con giochi 1c1-1c2; in questo modo, i ragazzi avranno un feedback immediato vivendo in tempo reale i gesti allenati, riportati in situazioni reali di 1c1-1c2: cosi facendo, diventano consapevoli della funzionalità di determinati gesti tecnici in partita.
                                            3°LIVELLO DI FORMAZIONE
AVANZATO – mantenimento e specializzazione in funzione del ruolo e delle zone specifiche di campo
Giunti a questo livello i ragazzi hanno scoperto tutte le gestualità più efficaci per difendere la palla in guida attraversi cambi di senso. Ora dovremo consolidare e velocizzare tutti i gesti tecnici concatenandoli sempre con altri gesti tecnici (RICEZIONE RADENTE E AEREA, PASSAGGI CORTI E LUNGHI, TIRO IN PORTA), e lavorando quasi sempre con avversari passivi (ANALITICO), indi attivi (giochi di applicazione). Il lavoro sulla protezione della palla, attraverso i cambi di senso, andrà specializzato in funzione del ruolo, allenando nello specifico le gestualità più efficaci in base al ruolo ricoperto (ES. CENTROCAMPISTI CENTRALI, I TAGLI CON L’ESTERNOE L’INTERNO E L’UNCINO X IL CAMBIO DI SENSO E GLI ANGOLI DI DIREZIONE CON TAGLIO FUORI ESTERNO E INTERNO O UNCINATO-ATTACCANTI CENTRLI E DIFENSORI CENTRALI LA DIFESA PALLA DORSALE-GLI ESTERNI BASSI E ALTI MOLTO PIU SIMILI AI CENTROCAMPISTI CENTRALI, MA CON GESTUALITA’ DIVERSE ES. CAMBIO SENSO DI PIANTA E STRAPPO ESTERNO). Quindi la giusta protezione della palla in base al ruolo occupato, e il gesto tecnico + efficace, a seconda delle zone di campo specifiche.

Vediamo ora, nel dettaglio le 3 gestualità più utilizzate e più efficaci per la protezione della palla con cambi di senso e la progressione didattica per queste gestualità attraverso un lavoro analitico sulla ripetizione del gesto

  1. Taglio esterno
  2. Taglio interno
  3. Taglio a uncino (pianta del piede)
  1. TAGLIO ESTERNO

FASE INIZIALE: pallone e giocatore su una linea delimitata da 2 cinesini.  

I° STEP: Eseguire la conduzione con tocchi liberi a discrezione del giocatore fino al raggiungimento di un riferimento fisso frontale (cinesino, cono, asta, sagoma). Tagliare la palla con l’esterno del piede con un cambio di senso di 180° prima del riferimento fisso per poi accelerare e ritornare al punto di partenza. Focalizzare l’attenzione sullo slancio della gamba per il cambio di senso, sull’utilizzo degli arti superiore, che devono essere aperti, per proteggere la palla, e abbassare il centro di gravità verso la palla, il più possibile, in modo da essere veloci ed esplosivi per accelerare e ripartire in guida della palla.

II° STEP: ora la richiesta, da parte del formatore, sarà di arrivare con meno tocchi possibili al riferimento fisso, per poi eseguire il cambio di senso, con l’esterno del piede, e sempre con meno tocchi possibili, accelerare e tornare al punto di partenza (i giocatori più bravi dovrebbero riuscire a fare questo attraverso un autopassaggio verso il riferimento fisso, il cambio di senso e con un altro solo tocco, tornare al punto di partenza – totale 3 tocchi. In questo caso, dal punto di vista coordinativo, i ragazzi stanno lavorando sulla capacità di differenziazione).

III° STEP: ora andremo ad associare la guida della palla, il cambio di senso con l’esterno con un passaggio ed una ricezione (fusione sistemica di più gesti).

  1. TAGLIO INTERNO

FASE INIZIALE: pallone e giocatore su una linea delimitata da 2 cinesini. 

I° STEP: Eseguire la conduzione con tocchi liberi a discrezione del giocatore fino al raggiungimento di un riferimento fisso frontale (cinesino, cono, asta, sagoma). Tagliare la palla con l’interno del piede con un cambio di senso di 180° prima del riferimento fisso per poi accelerare e ritornare al punto di partenza. Focalizzare l’attenzione sullo slancio della gamba per il cambio di senso, sull’utilizzo degli arti superiore, che devono essere aperti, per proteggere la palla, e abbassare il centro di gravità verso la palla, il più possibile, in modo da essere veloci ed esplosivi per accelerare e ripartire in guida della palla.

II° STEP: ora la richiesta, da parte del formatore, sarà di arrivare con meno tocchi possibili al riferimento fisso, per poi eseguire il cambio di senso, con l’interno del piede, e sempre con meno tocchi possibili, accelerare e tornare al punto di partenza (i giocatori più bravi dovrebbero riuscire a fare questo attraverso un autopassaggio verso il riferimento fisso, il cambio di senso e con un altro solo tocco, tornare al punto di partenza – totale 3 tocchi. In questo caso, dal punto di vista coordinativo, i ragazzi stanno lavorando sulla capacità di differenziazione).

III° STEP: ora andremo ad associare la guida della palla, il cambio di senso con l’interno con un passaggio ed una ricezione (fusione sistemica di più gesti).

  1. TAGLIO AD UNCINO (PIANTA DEL PIEDE)

FASE INIZIALE: pallone e giocatore su una linea delimitata da 2 cinesini. 

I° STEP: Eseguire la conduzione con tocchi liberi a discrezione del giocatore fino al raggiungimento di un riferimento fisso frontale (cinesino, cono, asta, sagoma), eseguire il cambio di senso utilizzando la parte anteriore della pianta del piede (uncino) nella “testa” della palla, per poi accelerare e ritornare al punto di partenza. Focalizzare l’attenzione sullo slancio della gamba per il cambio di senso, sull’utilizzo degli arti superiore, che devono essere aperti, per proteggere la palla, e sulla superficie richiesta del piede che deve essere con il tallone portato verso l’alto e la parte anteriore della pianta che deve “accarezzare” la palla; abbassare il centro di gravità verso la stessa, il più possibile, in modo da essere veloci ed esplosivi per accelerare e ripartire in guida della palla

II° STEP: ora la richiesta, da parte del formatore, sarà di arrivare con meno tocchi possibili al riferimento fisso, per poi eseguire il cambio di senso, con la  parte  anteriore della pianta (uncino), e sempre con meno tocchi possibili, accelerare e tornare al punto di partenza (i giocatori più bravi dovrebbero riuscire a fare questo attraverso un autopassaggio verso il riferimento fisso, il cambio di senso e con un altro solo tocco, tornare al punto di partenza – totale 3 tocchi. In questo caso, dal punto di vista coordinativo, i ragazzi stanno lavorando sulla capacità di differenziazione).

III° STEP: ora andremo ad associare la guida della palla, il cambio di senso con la parte anteriore della pianta del piede (uncino) con un passaggio ed una ricezione (fusione sistemica di più gesti).

Conclusioni

Queste gestualità sui cambi di senso sono quelle più comuni e più utilizzatE dai giocatori durante il gioco; ecco il motivo, per cui fin dalla tenera età ( 5/6 anni),  andrebbero allenate con continuità nel tempo, in modo da creare quello che comunemente viene chiamato l’automatismo inconsapevole.

Tutto questo può avvenire solo attraverso la ripetizione continua e costante nel tempo. Dal punto di vista didattico è opportuno, soprattutto fino ai 10 anni, far ripetere ogni singola gestualità fino ad un massimo di 10-12 volte, lavorando prima solo con il piede abile, poi con il piede debole, riducendo le ripetizioni al 70%.

Questo perché è indispensabile rafforzare e potenziare l’autostima dei ragazzi in modo che abbiano successo in quello che fanno. La ripetizione continua con lo stesso arto permette al cervello di interiorizzare in un breve lasso di tempo e memorizzare il movimento per far si che nel tempo poi venga eseguito dai ragazzi in maniera spontanea e inconsapevole durante il gioco.

Naturalmente tutte queste gestualità viste dal punto di vista analitico, andrebbero poi portate immediatamente nella stessa sessione con dei giochi di applicazione di 1vs1, 1vs2 , 2vs2, in modo che i ragazzi possano sperimentare in forma libera tutto quello che hanno appreso dal punto di vista analitico e direttivo.

LA STRADA DEI CAMPIONI

MAURO COLTRINI

  • Allenatore UEFA B
  • Allenatore U14 Brescia Calcio
  • Collaboratore Tecnico CFT Montichiari

CALCIATORI O GIOCOLIERI?
Il gesto tecnico in funzione di…

Quante volte ci troviamo di fronte un ragazzino che palleggia in maniera esemplare con entrambe i piedi, che ha nel proprio bagaglio tecnico un buon numero di finte e diciamo, cavolo che bravo.
Poi lo stesso ragazzo lo vediamo durante la partita e non riusciamo ad apprezzarlo altrettanto perché una sua veronica fata nel momento sbagliato nel posto sbagliato non permette alla squadra di avere un’evoluzione positiva dell’azione.

Siamo proprio sicuri che un buon palleggio o una vasta gamma di finte siano le sole condizioni necessarie per poter essere un buon attore del film di un una partita di calcio? È giusto farsi delle domande che non hanno risposte assolute.

In questo articolo il mio intento è porre l’attenzione non solo sull’importanza del rapporto giocatore-pallone (contato piede-palla) che ritengo la base su cui lavorare, ma l’importanza di relazionarsi con le infinite situazioni che lo stesso troverà sul campo visto la classificazione del gioco del calcio come sport di
situazione.

DAL DOMINIO DELLA PALLA ALLA TECNICA APPLICATA

Parte fondamentale da sviluppare fin da subito sia a livello coordinativo che a livello di contato piede palla è appunto il dominio della stessa senza il quale saremmo come dei padroni che hanno un cane al guinzaglio e che ci porta lui dove vuole.
L’obiettivo principale inizialmente deve essere quello di creare nel bambino/ragazzo confidenza con l’attrezzo che andrà ad utilizzare durante la partita.
Spesso, parlo per esperienza personale, ci focalizziamo molto anzi moltissimo su come si esegue un gesto tecnico tralasciando una componente fondamentale dello stesso, perché faccio il gesto tecnico e perché in una determinata maniera?

Stop aperto, stop chiuso, stop incrociato da applicare con l’interno, l’esterno, coscia, peto, testa… insomma insegniamo al ragazzo come effettuare il gesto corretto ma è necessario far capire allo stesso perché deve farlo in una certa maniera aiutandolo a prendere informazioni dal contesto, dalla situazione.

La scienza ha dimostrato che in fase di apprendimento motorio e tecnico è utile, oltre a stimolare canali visivi, uditivi, tattili e cinestesici, aggiungere l’osservazione dell’azione motoria in una certa situazione di gioco in modo che il ragazzo possa attraverso i neuroni a specchio, ricreare l’idea tecnica motoria finalizzata al raggiungimento del proprio obiettivo.

Lavorare sui fotogrammi che il ragazzo si crea nel proprio cervello nel momento in cui gli si fa vivere una situazione di gioco mettendo in risalto la gestualità tecnica migliore per poter risolvere tale situazione, aiuta lo stesso a risolverla prima, meglio e con un tempo di gioco più veloce per lui ma soprattutto per la squadra.

Gesto tecnico in funzione di…, questo è il concetto, riuscire ad estrapolare dal contesto partita situazioni di gioco che permettano a noi allenatori di creare esercitazioni utili, efficaci, intense finalizzate al miglioramento dell’esecuzione tecnica per la risoluzione del contesto proposto al ragazzo.
Decontestualizzare è come dire non-specifico, ma se non faccio una cosa specifica perché la faccio?

In parole povere saper fare una determinata finta, saper fare un determinato stop orientato in maniera analitica non è sufficiente per poterlo eseguire efficacemente all’interno di una partita.
Condizione necessaria è appunto contestualizzare il gesto tecnico ricreando le situazioni che lo stesso potrà vivere durante il match.

Esempio progressione per sviluppare lo stop orientato tipico dei giocatori di fascia

stop aperto (interno piede lontano)
stop chiuso ad entrare (interno piede lontano)

stop chiuso ad arretrare (esterno piede vicino/interno piede lontano)
stop orientato in base all’attacco dell’avversario

Noi abbiamo il compito di mettere nelle mani del ragazzo gli attrezzi giusti per risolvere una situazione, un bisogno, una necessità, ma dobbiamo anche fare in modo che il ragazzo riconosca quella determinata situazione, bisogno o necessità in modo tale che riesca ad applicare il famoso gesto tecnico CONTESTUALIZZATO nella situazione che si crea.

Il giocatore pensante è colui che riconosce, attraverso il proprio vissuto (quando parlo di vissuto vuol dire esperienze fate in partita ma soprattutto in allenamento, ricreate da noi allenatori), una situazione di gioco e mete in atto una serie di processi tecnico-motori finalizzati alla risoluzione positiva di tale situazione.
Più avremo lavorato sul ragazzo nell’identificazione di tale situazione più veloce sarà la risposta dello stesso sia a livello tecnico che motorio.

CONCLUSIONI

Per creare giocatori pensanti e performanti, per il contesto in cui vengono calati, dobbiamo necessariamente far loro:

  • riconoscere la situazione di gioco;
  • attivare il corpo per applicare un’azione tecnico-motoria (il come arrivo sulla palla, tema che andrebbe approfondito a dovere);
  • eseguire un gesto tecnico finalizzato alla risoluzione dello stato di necessità che la situazione di gioco ha creato.

In alternativa possiamo continuare ad insistere con esercitazioni analitiche decontestualizzate finalizzate a creare ottimi freestyler da consegnare direttamente a qualche spot pubblicitario o giocoliere di strada, sempre belli da vedere per la gioia dei passanti ma che al lato pratico se non contestualizzati nella situazione non risulteranno efficaci al fine della risoluzione delle situazioni di gioco.

GESTIONALE CALCIO – IO DIRETTORE TECNICO

IVAN ZAULI

  • Allenatore UEFA B
  • Docente Settore Tecnico – Tecnica Calcistica
  • Fondatore La Strada dei Campioni

IL TRATTAMENTO PALLA

Introduzione
Scendiamo in campo per iniziare ad apprendere correttamente i gesti tecnici partendo dal mattone fondante “il trattamento palla”, come pre-requisito tecnico coordinativo propedeutico a tutti i gesti tecnici che andremo a scoprire nei prossimi articoli.

Notoriamente, la formazione dei giovani calciatori si basa innanzitutto sull’apprendimento dei gesti tecnici; l’impegno degli allenatori, non privo di difficoltà, consiste proprio nell’individuazione e nell’utilizzazione di diverse strategie metodologico-didattiche finalizzate all’acquisizione significativa di conoscenze e competenze tecniche, che possono essere efficacemente utilizzate in complesse situazioni di gioco, laddove, l’interazione fra più fattori renderà più difficile la riproposizione dei gesti appresi.

Avviamo questa serie di articoli, trattando l’elemento fondamentale dal punto di vista tecnico-coordinativo, il trattamento palla, che, per la sua singolare valenza formativa, costituisce il punto di partenza per l’affinamento della sensibilità tattile di ciascun giocatore.
Tratteremo, dunque, una serie di esercizi volti a sviluppare quella maestria e confidenza con la palla (feeling) che permette infinitesimali spostamenti della stessa, attraverso un contatto ininterrotto delle diverse parti anatomiche del piede, in specie, della pianta del piede, ovvero con la suola della calzatura con la palla.

Prerequisito fondamentale
Il trattamento palla costituisce, come anticipato in precedenza, il pre-requisito fondamentale, dal punto di vista tecnico-coordinativo, per poter apprendere efficacemente tutte le abilità tecniche che si andranno ad allenare successivamente.
Questa tipologia di lavoro ha una valenza doppia, nel senso che, oltre che migliorare il rapporto piede-palla, con tutte le sue superfici (esterno, interno, collo, collo/esterno, tallone, parte anteriore della suola, parte posteriore della suola, punta, tacco), consente di migliorare tutte le capacità coordinative (come la ritmicità dei piedi, l’agilità, la flessibilità e la mobilità delle articolazioni, coordinazione generale, coordinazione specifica, bilateralità) che vengono, generalmente, sviluppate a secco, oppure integrate prima a secco, poi con la palla.
Personalmente, penso che queste capacità coordinative possono essere sviluppate, esclusivamente, con l’utilizzo della palla. Naturalmente, è necessario avere un “sapere esperto” in modo di associare ogni esercizio con la palla ad una o più capacità coordinative.

Il trattamento palla andrebbe allenato ad ogni singola sessione per 10 minuti, in tutto il percorso formativo del settore giovanile, dai 5 anni ai 16 anni, per acquisire la stessa sensibilità e percezione che hanno i giocatori da pallacanestro attraverso infiniti contatti della palla con le mani.
Questo tipo di lavoro diventa indispensabile per apprendere, successivamente, tutte le tecniche per il ricevere e il calciare, grazie alla mobilità e flessibilità tibio-tarsica e delle articolazioni ginocchio-coxso femorale che permetteranno, poi al giocatore, di poter ricevere la palla con vari angoli di controllo, e a calciare con tutte le superfici, avendo una caviglia particolarmente mobile.

Esercizi
Di seguito, analizzeremo alcuni esercizi sul trattamento della palla svolti sul posto, ovvero il primo step di un lavoro che dovrà poi portare i ragazzi ad effettuare questi esercizi in movimento lungo il campo.

Setting di apprendimento: su un riferimento fisso (un cinesino)

  1. Strappo a V – pianta interno piede
    • fase iniziale: pallone a destra o sinistra del cinesino. Richiamare la palla con la pianta del piede vicino al riferimento, e spingerla con l’interno del piede dalla parte opposta allo stesso. Ripetere con l’altro piede.
    • progressione
    I° step: pianta del piede di appoggio statica sul terreno.
    II° step: pianta del piede di appoggio che effettua un saltello durante il richiamo della palla.
    Manterremo la stessa progressione negli altri esercizi.
  2. Strappo pianta-parte interna del piede, dietro la gamba di appoggio a V (movimento Cruyff)
    • fase iniziale: pallone a destra o sinistra del cinesino. Richiamare la palla con la pianta del piede lontano al riferimento, e spingerla con la parte interna del piede dietro la gamba di appoggio dalla parte opposta. Ripetere con l’altro piede.
  3. Uncino e apertura interno piede a V:
    • fase iniziale: pallone a destra o sinistra del cinesino. Richiamare la palla con la pianta del piede lontano al riferimento con la parte anteriore della pianta, e spingerla con l’interno del piede opposto, dall’altro lato del riferimento. Ripetere con l’altro piede.
  4. Combinazione strappo pianta interno a V – movimento Cruyf a V – uncino e apertura interno piede a V:
    • fase iniziale: pallone a destra o sinistra del cinesino. Richiamare la palla con la pianta del piede vicino al riferimento, e spingerla, con la parte interna dello stesso, dall’altro lato del riferimento; richiamare la palla con lo stesso piede di partenza, con la pianta, facendola passare dietro la gamba di appoggio, con la parte interna, per poi continuare il movimento, arretrando la palla con il piede lontano al riferimento – con la parte anteriore della pianta – per spostarla poi, con l’interno del piede opposto, dall’altro lato. Ripetere con l’altro piede.

Conclusioni

Questi esercizi di trattamento della palla preparano ai cambi di direzione 45°, attraverso la guida della palla; inoltre, sono propedeutici e possono essere effettuati in fase iniziale, come riscaldamento, quando si vuole allenare la ricezione di interno piede a 45° e la trasmissione di interno piede, essendo fondamentali per la biomeccanica del ricevere e calciare.
Naturalmente, questi esercizi possono essere eseguire anche con un angolo maggiore, ovvero 60°- 90°.

LA STRADA DEI CAMPIONI

IVAN ZAULI

  • Allenatore UEFA B
  • Docente Settore Tecnico – Tecnica Calcistica
  • Fondatore La Strada dei Campioni

L’IMPORTANZA DELLE ABILITA’ TECNICHE NEL SETTORE GIOVANILE

Il talento è quella capacità delle persone per la quale le “cose gli vengono facili”, ma anche chi ha capacità di apprendimento e che la sa mantenere: parte del talento è quindi la capacità di imparare.

Le migliori prestazioni e le vittorie delle più grandi squadre di tutti i tempi non sono, esclusivamente, dovute al loro collettivo, alla preparazione atletica e, neppure, ad una buona impostazione tattica, ma sempre più spesso alla classe e qualità tecnica dei loro singoli giocatori.

Un esempio tangibile è il Real Madrid, vincitore della UEFA Champions League consecutive negli ultimi 3 anni.
Eppure, anche se è vero che un campione può emergere grazie al suo talento donatogli da Madre Natura, è altresì vero che il talento va accompagnato con un lavoro mirato e costante nel tempo.
L’esempio del fuoriclasse della Juve, Cristiano Ronaldo è il miglior spot di come il talento venga preservato con il lavoro quotidiano e la cura del dettaglio, sotto ogni punta di vista, tecnico, fisico, mentale, alimentare.

Molti ragazzi che iniziano a giocare a calcio, con un talento nella norma, non sviluppano quelle abilità tecniche necessarie per divertirsi nel gioco.
Questo perché l’allenamento quotidiano è sempre più proiettato ad un approccio globale e sempre meno sullo sviluppo delle competenze tecniche individuali a 360°, soprattutto nell’età dell’oro – 6/12 anni – dove, in questa fase, si creano gli automatismi tecnici, attraverso la ripetizione costante nel tempo.

Sono del parere, e la mia esperienza nel campo ultraventennale me lo dimostra, che gli allenatori, soprattutto nell’attività di base – età di massimo apprendimento delle abilità tecniche – debbano “svestire” i panni dell’allenatore per diventare un MAESTRO dimostratore di tecniche calcistiche.
L’allenatore/maestro di tecnica dovrebbe, lui per primo essere in grado di saper fare, in modo che i ragazzi possano imparare efficacemente attraverso l’imitazione (modeling).

Migliore sarà il modello imitativo, superiore sarà la risposta esecutiva da parte dei giocatori, cioè i ragazzi che non possiedono un grande talento naturale, non potranno mai acquisire una buona tecnica, se non supportati adeguatamente da un allenatore-maestro che insegni loro tutti i virtuosismi e le tecniche dei grandi giocatori.
Senza queste abilità tecniche di base, infatti, il giocatore non ha la possibilità di esprimersi, così come non ha il miglior musicista senza il suo strumento, o un carpentiere senza i suoi arnesi di lavoro.

L’obiettivo è formare calciatori tecnicamente indipendenti e non dipendenti da noi allenatori, in modo che, attraverso un approccio didattico-creativo, incentrato sullo sviluppo delle competenze tecniche, il giocatore possa esprimersi in maniera autonoma e scegliere la soluzione tecnica per lui più efficace durante il gioco. Ciò significa lasciarli liberi di sbagliare e non essere “telecomandato” da noi allenatori come se fossero i protagonisti dei giochi della Playstation: ricordiamoci che il miglioramento passa anche e soprattutto attraverso gli errori.

Questo approccio consente, al giocatore, di migliorare la propria creatività, la fiducia in sé stesso, l’autostima, il senso di responsabilità che si rifletteranno, nel tempo, anche al di fuori dal campo di calcio.
Lo sviluppo tecnico – in un percorso formativo dai 6 ai 16 anni + adulti – deve avere una sua gradualità, finalizzata al raggiungimento di innumerevoli piccoli traguardi per ogni fascia di età. Tale gradualità avviene tramite l’affinamento valido e costante delle competenze tecniche, per sviluppare doti offensive che permettano, poi, nel gioco, di aprire varchi e di andare a rete con eleganti azioni individuali e di gruppo, anche quando si è pressati dalla difesa avversaria.

Dopotutto, è questo ciò che gli spettatori sperano di vedere in una partita: non vengono allo stadio per vedere i giocatori tirare calci ad un pallone e correre, qua e là, per il campo di gioco, anche se con grande impegno.
I giovani, quindi, non smettono di giocare per pigrizia e inerzia, ma perché non riscontrano quei miglioramenti tanto desiderati e scopriranno altre cose, altri sport senz’altro più divertenti che correre dietro un avversario sul terreno di gioco senza imparare nulla di nuovo.

Il loro successo nel calcio dipenderà soprattutto dalla gioia e dal divertimento che potranno trarne: è il divertimento, insieme al successo di imparare cose nuove, che ci spinge a praticare uno sport. Nelle altre discipline sportive una particolare tecnica viene ripetuta innumerevoli volte in sede di allenamento; al contrario, la media dei giovani calciatori si reca ad allenarsi soltanto dalle 2 alle 4 volte, al massimo, alla settimana (ammesso che il campo non sia impraticabile) entrando in contatto con la palla soltanto per pochi minuti alla settimana.

Per migliorare questa carenza, prima regola fondamentale è quella di insegnare ad usare la palla in assenza di avversari, attraverso un lavoro sul TRATTAMENTO PALLA in assenza di avversari, in modo di interiorizzare tutti quei pre-requisiti tecnici coordinativi che saranno fondamentali nel gioco.
Chiunque affermi che il calcio è uno sport semplice, dovrebbe riflettere sull’importanza e su quante gestualità tecniche occorrono, durante la partita, nelle svariate situazioni di gioco.

Oggi, il calcio è sempre più veloce, dinamico e fisico e le squadre sono sempre più preparate tatticamente e c’è sempre più densità durante il gioco. Ecco, perché, avere giocatori tecnicamente abili a districarsi in spazi stretti attraverso virtuosismi tecnici, diventa fondamentale per conquistare spazi volti ad eseguire giocate poi efficaci per la squadra. È indubbiamente facile passare la palla ad un compagno in posizione poco avanzata, o mandare semplicemente il pallone in avanti confidando nella fortuna, ma il pubblico non va allo stadio soltanto per assistere a questo tipo di gioco.
Il calcio, si sa, è un gioco di squadra, tuttavia, la coesione del collettivo dipende prevalentemente dalle capacità dei singoli membri.

Sin da bambini tutti i grandi campioni hanno sfruttato le loro qualità innate per vincere un duello, altri invece, anche dopo 20 anni di attività, sono ancora a corto di tali doti.
Ecco, perché, l’apprendimento di tutte le abilità tecniche fin dai 6 anni risulterà fondamentale per dare a tutti i giocatori un bagaglio tecnico-motorio che consenta loro di divertirsi, di provare soddisfazione durante il gioco e di tornare ogni volta all’allenamento di imparare cose nuove.

In passato, quando la strada rappresentava ancora il primo terreno di gioco per i ragazzi, regnava un maggiore equilibrio fra il gioco di attacco e di difesa e tutte le abilità tecniche e le strategie per 1vs1 venivano apprese attraverso mini-partitine con gli amici di strada.
Ora, che il calcio viene giocato ad un livello professionistico che richiede un intenso allenamento, la condizione fisica e la preparazione tattica del giocatore hanno acquisito una maggiore importanza. Ciò non ha necessariamente un’influenza negativa sul calcio, a condizione che le qualità atletiche e tattiche si vadano ad unire con un eccellente bagaglio tecnico.

Davanti alle prodezze di un fuori classe il calcio si trasforma in uno sport avvincente, fantasioso artistico e creativo; tuttavia, non sempre il calcio viene vissuto con passione ed entusiasmo, questo perché, a volte, durante l’insegnamento viene data priorità alla teoria a discapito della spontaneità.
Innumerevoli sono gli esempi di giocatori che nel loro percorso non hanno, o quasi, praticato finte, cambi di direzione, arresti e ripartenze, dribbling dorsale per mascherare le loro intenzioni.

Sebbene il calcio sia uno sport in grado di offrire, ad una persona ricca di idee, fantasia e creatività, tante opportunità di divertimento, sia a chi lo pratica che a chi lo guarda, inibire l’iniziativa, la spontaneità e la creatività, con un solido bagaglio di tecniche, porta alla standardizzazione del calcio.

Per cercare di ottenere i MIGLIORI risultati nel MINOR tempo possibile, fin dalla tenera età, i bambini dovranno concentrarsi su 4 aree didattiche fondamentali:

  1. acquisire un perfetto e dinamico controllo del pallone (trattamento palla) lo si fa attraverso un contatto continuo piede-palla con tutte le superfici, in modo da interiorizzare tutti quei pre-requisiti tecnici-motori-coordinativi propedeutici a finte, cambi direzione, arresti e ripartenze, dribbling frontale e dribbling dorsale, ricezione-trasmissione, radente e aerea; questo lavoro migliora la bilateralità, la flessibilità e l’elasticità articolare e la coordinazione.
  2. vincere il confronto diretto con l’avversario (cambi di direzione, finte, arresti e ripartenze, dribbling frontale e dribbling dorsale), ovvero sviluppare tutte quelle gestualità tecniche che poi in partita serviranno per aprire varchi per vincere duelli e conquistare spazio, attraverso un apprendimento analitico delle varie gestualità sopracitate.
  3. superare l’avversario da soli o con l’aiuto di compagni di squadra: allenati i punti 1 e 2, è il momento di trasferire determinate abilità tecniche all’interno dei giochi di applicazione con pressione totale, attraverso duelli di 1vs1 e 2vs2.
  4. creare il maggior numero possibile di opportunità di andare a rete: significa allenare in ogni seduta il tiro in porta, associandolo ai gesti tecnici allenati in precedenza.

LA STRADA DEI CAMPIONI

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