Categoria: Tattica

ALESSANDRO RECENTI

  • Allenatore UEFA B

ANALISI TATTICA FC INTERNAZIONALE 2019/20

Scritto con la collaborazione di Stefano Mazzoleni (Videoanalista)

1. Disposizione in campo
La squadra di Conte si dispone in campo con l’1-3-1-4-2 con un regista davanti alla difesa, due mezzali di corsa con ottimi inserimenti, due esterni in grado di coprire l’intera fascia e quindi dotate di ottime doti atletiche, una punta centrale, Lukaku, vero punto di riferimento avanzato e Lautaro Martinez ad agire alle sue spalle.

2. Costruzione del gioco

Quando la costruzione del gioco avviene palla a terra, dai piedi del portiere Handanovic i due difensori laterali si allargano sul lato corto dell’area di rigore, il difensore centrale si posiziona frontalmente al portiere mentre il regista Brozovic si fa trovare in zona luce per ricevere palla e conseguentemente sviluppare l’azione. In questa fase i due esterni sono alti e larghi e non partecipano alla fase di costruzione. Le due mezzali si posizionano, invece, negli half space.

3. Sviluppo della manovra e finalizzazione

In fase di sviluppo della manovra si creano delle catene laterali tra la mezzala e l’esterno dove quando l’ala si alza per allungare la squadra avversaria, la mezzala di parte si allarga per dare ampiezza alla manovra. L’esterno avversario, quindi, deve fare la scelta se stare basso in marcatura dell’esterno oppure alzarsi in pressione sulla mezzala. Viceversa, se l’esterno si propone incontro a ricevere palla nei piedi è la mezzala ad attaccare la profondità esterna così da riproporre sempre la stessa scelta al terzino avversario. In questa situazione, centralmente, un attaccante si propone incontro all’esterno mentre l’altro attacca la profondità nello spazio lasciato libero dal movimento del compagno di reparto.

Un’altra soluzione molto utilizzata in fase di sviluppo della manovra è quella del cambio gioco con conseguente ricerca dell’1vs1 esterno per poi andare al cross. In questa situazione l’area è attaccata dai due attaccanti, dall’esterno opposto e da almeno una delle due mezzali che si propongono a rimorchio.

Quando lo sviluppo del gioco avviene centralmente si ricerca sempre Lukaku, bravissimo nel coprire palla e scaricare verso un compagno il quale, cerca la conclusione a rete, il cambio gioco verso l’esterno opposto oppure l’imbucata centrale verso la seconda punta che attacca la profondità.

In generale, i due attaccanti stanno sempre molto vicini tra di loro e la loro combinazione nello stretto è un’arma importante per la squadra di Conte.

4. Fase di non possesso
In fase di non possesso la squadra passa ad il modulo 1-5-3-2 con tutti gli effettivi che si abbassano sotto la linea della palla in particolare con i due sterni che si abbassano sulla linea dei 3 difensori. Quando la squadra avversaria costruisce la propria azione con il regista è Brozovic che esce in pressione su quest’ultimo. Quando l’avversario sviluppa sull’esterno, la scelta di Conte, come si vede anche dall’immagine sopra, è di far uscire le mezzali sui terzini avversari mantenendo, così, gli esterni bassi a marcatura degli esterni offensivi avversari ed i difensori centrali a protezione dell’area di rigore.

5. Linea difensiva
La linea difensiva rimane corta e stretta alzandosi prontamente quando il centrocampo si alza in marcatura. In situazione di “palla scoperta” i difensori scappano con largo anticipo impedendo così agli attaccanti avversari di attaccare la profondità. A palla “coperta”, invece, il difensore centrale non si alza in marcatura sulla punta che viene incontro fino a sopra la metà campo ma, insieme, ai due difensori laterali preferiscono mantenere la linea difensiva creando densità nella propria metà campo Diversamente, nel caso in cui sia scoperta una zona laterale, è il difensore centrale ad uscire prontamente sull’esterno avversario con il resto del reparto difensivo che effettua una scalata verso la zona palla, il regista non si abbassa nella linea dei difensori ma è l’esterno opposto che si accentra a coprire la zona del secondo palo.

Fase di Possesso palla del 3-5-2 vs il 4-3-3 in campo diviso in zone

Si divide il campo regolamentare in zone:

ZONA CENTRALE 1: dove i tre difensori più il portiere dovranno costruire il gioco contro i 3 attaccanti avversari, sfruttando la superiorità numerica con il play o da uno delle due mezze ali scese in rotazione

ZONA LATERALE 1: dove il difensore di destra o di sinistra in base all’uscita della palla dovrà smarcarsi per ricevere palla e giocare per il quinto in zona 2 o verticalizzare per la punta che è venuta corta a ricevere. In questo caso solo uno dei tre attaccanti avversari potrà uscire a contrastare il difensore di riferimento.

ZONA 2: dove inizialmente si posizionano i 5 di centrocampo del 3-5-2 contro i 3 centrocampisti del 4-3-3. Dopo la costruzione da parte dei tre difensori + il portiere l’uscita dovrà essere eseguita per il quinto che parte largo ed alto sulla linea di centrocampo per poi, dopo un contro-movimento, ricevere palla dal difensore di parte. Con la palla in possesso del quinto la mezzala di parte dovrà posizionarsi con il corpo aperto per ricevere palla e:
– chiudere l’1-2 con il quinto che nel frattempo ha attaccato la zona laterale 3
– eseguire un cambio di gioco per il quinto opposto
– giocare per la punta che è venuta corta e dovrà giocare a specchio per la stessa mezzala
– eseguire passaggio filtrante per la punta che si è inserita in zona centrale 3
– eseguire passaggio a scarico che potrà cambiare gioco per il quinto opposto o per la mezzala opposta

La ricezione laterale del quinto di centrocampo con palla proveniente dalla costruzione, quindi dalla zona 1, potrà essere contrastata, in maniera alternata, sia dalla mezzala avversaria che dal terzino avversario (considerando l’eventuale avversario che utilizzerà il 4-3-3 come sistema di gioco in che modo affronta il quinto di centrocampo nella propria metà campo o nella metà campo avversaria)

ZONA LATERALE 3: dove il quinto di centrocampo si può inserire dopo aver fraseggiato con la mezzala di parte e ricevere il passaggio di chiusura oppure la mezzala di parte della palla si può inserire se il quinto sul primo controllo palla è entrato dentro il campo dando cosà inizio ad una rotazione esterna da parte dei tre centrocampisti. In questa zona il quinto, o la mezzala, potranno essere contrastati dal terzino avversario, dalla mezzala avversaria o dal play avversario (in base a chi abitualmente esce in chiusura laterale da parte della squadra avversaria)

ZONA CENTRALE 3: dove inizialmente si posizioneranno i due attaccanti contro i due difensori centrali avversari. In questa zona si potranno inserire per poter attaccare i palloni provenienti dalla zona laterale 3 sia la mezzala opposta che il quinto opposto. L’inserimento dovrà però prevedere equilibrio a centrocampo (in zona 2) dove il play e la mezzala che non è andata ad attaccare lo spazio staranno sulla stessa linea posizionandosi in copertura preventiva con i tre difensori centrali che, si erano alzati dopo che la palla dalla zona due è uscita in zona 3.

ALDO NICOLINI

  • Allenatore UEFA A
  • Allenatore Pol. Prevalle – Eccellenza

COSTRUZIONE E APPLICAZIONE DI UN METODO DI ALLENAMENTO

Quando lavoriamo con un gruppo di persone, come nel caso di una classe di studenti, un gruppo di dipendenti di un’azienda o, come nel nostro caso, di una squadra di calcio, non possiamo non tener conto di alcuni aspetti fondamentali quali: la formazione, il processo di apprendimento e il metodo che utilizziamo per raggiungere i nostri obiettivi. Nella formazione dei nostri calciatori è fondamentale che ci sia una partecipazione sentita, quindi un coinvolgimento emotivo che provochi un’emozione positiva in loro in modo da favorire il processo di apprendimento che funziona sostanzialmente in due modi: a blocchi o per associazione, e da qui nasce la diatriba analitico o situazionale. Il metodo è la strada, come e in che modo voglio allenare la squadra.

Immaginate di avere un cursore che scorre all’interno delle due frecce dove il massimo per noi è rappresentato dalla parte di destra. La strada è molto ampia e tutto ciò che risponde a questi canoni è coerente con il metodo, naturalmente più ci si sposta verso destra e maggiore è la qualità della proposta. La nostra difficoltà come allenatori è valutare la risposta dei giocatori rispetto alla proposta fatta e modulare le richieste successive.

I tre macro principi sono spazio, tempo e condizione numerica che determinano le scelte del giocatore sia in fase di possesso che in non possesso, all’interno del ciclo del gioco che comprende cinque fasi: costruzione, gestione, finalizzazione, reazione alla palla persa e fase difensiva organizzata.

La programmazione del lavoro settimanale deve essere totalmente funzionale al tipo di gara che vogliamo sviluppare. Per esempio, se affrontiamo un avversario che gioca con due attaccanti la fase di costruzione sarà sviluppata attraverso dei lavori di 4 vs 2 o per essere più precisi un 3-1 vs 2. Oppure, in base a come ti viene a prendere la squadra avversaria e che densità crea nella zona della palla, andremo a privilegiare lavori per la ricerca del lato debole. La tecnica analitica viene inserita nelle fasi di riscaldamento per permettere ai giocatori di lavorare su smarcamento e ricezione con l’ausilio di un avversario semi attivo che mi permette di riconoscere una situazione e in questa fase è molto importante che il passaggio sia spinto e preciso.

Nel video sopra possiamo notare come alcuni dei principi citati precedentemente vengano applicati anche in gara. Il giocatore che conduce palla capisce che lo spazio e la condizione numerica non sono favorevoli quindi “chiuso torna” per andare alla ricerca dello spazio utile. Successivamente si vede bene la costruzione 3-1 vs 2 con il play che in questo caso riceve dal terzo uomo (esercitazione di tecnica analitica) per giocare sul lato debole della squadra avversaria.

Nel secondo video, la costruzione fatta con pazienza ha lo scopo di allungare e dilatare le maglie della squadra avversaria (attrarre giocatori avversari per avere maggiore spazio utile da attaccare).

Dopo la prima fase si nota come vengano superati sette giocatori e ci sia la possibilità di attaccare la linea con una netta differenza di velocità nelle diverse zone di campo. La comprensione dei giocatori rispetto al tipo di proposta che noi stiamo sviluppando è determinante e permette di scegliere e trovare soluzioni in base alla situazione che stanno vivendo nella gara. Il nostro compito durante l’allenamento è spiegare e far vedere la varie possibiltà che si creano in relazione ai movimenti dell’avversario.

Voglio ringraziare Edgardo Zanoli già Coordinatore Tecnico dell’A.C. Milan per l’aiuto nella programmazione e per la realizzazione pratica di questo metodo di lavoro.

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