- Allenatore UEFA B
- Assistente Tecnico U15 Nazionali Brescia Calcio
- Vicepresidente A.I.A.C. Gruppo Provinciale di Brescia
COSTRUZIONE DAL BASSO
Nel calcio moderno la “costruzione dal basso” è sicuramente uno dei principi di gioco maggiormente studiato e sviluppato, sia da chi si occupa di Prime Squadre, sia da chi lavora nei Settori Giovanili.
La “costruzione dal basso” o “gioco da dietro” ha portato negli anni una naturale mutazione di alcune caratteristiche dei giocatori adibiti a tale compito.
Così, il portiere non deve essere solo bravo con il pallone tra le mani, ma anche avere delle buone doti tecniche con la palla tra i piedi; come i difensori non devono solo occuparsi di rompere il gioco avversario, ma anche di costruire gioco e perché no di finalizzare l’azione.
Certamente tale principio, oltre che rendere più articolata e piacevole un’azione, permette un costante rapporto palla/giocatore e di conseguenza un miglioramento tecnico del singolo.
L’esasperazione del “gioco da dietro” però potrebbe avere anche dei risvolti negativi, soprattutto in ambito giovanile, dove la formazione del giovane calciatore deve essere completa, di conseguenza potrebbe venir meno tutta la parte di esperienza pratica situazionale del dominio aereo della palla.
Una domanda che spesso nasce è se sia meglio lavorare su situazioni codificate o per principi…?
Come spesso accade nel Calcio, non esiste un’unica risposta corretta, ma tante soluzioni possibili e sviluppabili a seconda delle fasce d’età in cui si allena.
Parlando di Settore Giovanile credo sia fondamentale lavorare per principi, alcuni esempi potrebbero essere:
• Movimento senza palla
• Smarcamento in tutte le sue tipologie
• Riconoscere uno spazio libero
• Attaccare uno spazio per liberarne un altro
• Riconoscere superiorità o parità numerica
• Il portiere come sostegno determinante per la superiorità numerica
• Ricerca del terzo uomo
• Se ho spazio conduco
• Gioco dove vedo
• Ampiezza e profondità
Una volta assimilati i principi che ci siamo prefissati, penso si possa iniziare a parlare anche di situazioni codificate, partendo dagli U15 arrivando alle Prime Squadre, inserendo gradualmente negli anni alcune azioni di costruzione che possono risultare utili durante una partita, quando ne viene riconosciuta la possibilità di applicazione da parte dei giocatori.
Quindi come allenare la “costruzione dal basso”?
Le proposte possono essere molteplici, di svariata natura e genere, credo però sia importante avvicinarsi sempre più alle situazioni reali che si possono trovare in partita.
Quindi la “partita” come strumento essenziale su cui basare le proprie proposte allenanti.
Di seguito alcuni spunti sviluppabili e modificabili a piacere, inserendo tutti quei principi che riteniamo opportuni per prepararsi a costruire dal basso.
Partita 7vs5 partendo sempre, ogni qualvolta l’azione è interrotta, da rimessa dal fondo o retropassaggio, obiettivo finale della costruzione fare goal in una delle tre porte, in alternativa il raggiungimento di una linea di meta.


Partita a settori orizzontali con partenza sempre, ogni qualvolta l’azione è interrotta, da rimessa dal fondo, con richiesta di almeno 4/5 passaggi prima di poter attaccare gli altri settori.

Una variante potrebbe essere dare la possibilità di scavalcare, una volta riconosciuta una superiorità o parità numerica in attacco.

Possesso palla da portiere a portiere, l’obiettivo è quello di raggiungere il portiere opposto il maggior numero di volte mantenendo il possesso palla.

Concludendo vorrei sottolineare l’importanza di far capire ai giocatori, come l’errore debba essere vissuto e capito in quanto mezzo di crescita, e non come elemento che ne limiti l’espressione. Un eccessivo rimprovero potrebbe procurare conseguenze psicologiche che ne potrebbero limitare in futuro la crescita.
Spesso sentiamo parlare di mancanza di personalità nelle giovani generazioni di giocatori, viene da chiedersi se forse non siamo noi ad ostacolarne una libera espressione…
Buon Calcio!




















