Categoria: Match Analysis

MATTEO CAMONI

  • Match and Data Analyst
  • Allenatore UEFA B
  • Fondatore FORMAZIONE IN CAMPO

Match Analysis

Attacco alla porta

“La strategia è la via del paradosso.
Così, chi è abile, si mostri maldestro; chi è utile, si mostri inutile.
Chi è affabile, si mostri scostante; chi è scostante, si mostri affabile.”
(Sun Tzu – L’Arte della Guerra)

Stratagemmi per vincere

VI “Clamore a Oriente, attacco a Occidente”:
attaccare quando il nemico perde il controllo ed è nella confusione.
(I 36 Stratagemmi)

Nel calcio, come nella vita, avere una strategia aumenta le probabilità di
successo. Sia bene chiaro, le aumenta ma non le rende mai totali ed
assolute, perché esiste sempre la casualità, la possibilità che la strategia sia
errata o incompleta, può esistere una strategia più efficace e che ha il
sopravvento, ecc.

Di certo avere una strategia è meglio che non averla.

Nel video che segue è possibile vedere come Quique Setien col suo Betis
cerchi, attraverso il possesso palla, di spostare l’avversario su di un lato per
poi attaccarlo su quello opposto, sfruttando una superiorità numerica.

È una strategia improntata sull’aggirare, sullo spostare l’avversario da un lato
all’altro per poi trovare una falla nel suo sistema difensivo.

É da notare, tuttavia, come una strategia collettiva diventi poi efficace e
letale grazie ad una iniziativa individuale: la percussione palla al piede del
giocatore n° 20 Tello.

VIDEO


MATTEO CAMONI

  • Match and Data Analyst
  • Allenatore UEFA B
  • Fondatore FORMAZIONE IN CAMPO


Match Analysis

Attacco al Castello

Il gol, anche se è un golletto, risulta sempre un goooooooooooool nella gola
dei radiocronisti, un “do di petto” capace di lasciare Caruso muto per sempre,
e la folla delira, e lo stadio dimentica di essere di cemento
e si stacca dalla terra librandosi nell’aria.
(Eduardo Galeano)

La Match Analysis è un campo molto vasto e dai molteplici aspetti.
A mio avviso può essere interessante partire da esempi concreti per poi, in
un secondo momento, fare delle riflessioni generali.

In questo articolo ho scelto di partire dallo scopo e dal fine ultimo di ogni
partita, ogni giocatore e ogni tifoso di calcio: il GOL.

Sì, il possesso palla è bello, sì le giocate spettacolari sono importanti e
vanno incentivate, sì anche una fase difensiva ben fatta ha il suo fascino, ma
ogni amante del calcio che si rispetti sa che nulla è paragonabile ad un gol.

Nella breve analisi che segue e nel video che trovate allegato ci sono degli
spunti per “analizzare” cosa sia successo in un’azione.

Non ha la presunzione né di essere completa né di essere esaustiva, è uno
dei molteplici punti di vista, gli altri li lasciamo ai bar e ai “nuovi bar
tecnologici sociali” che ne sono ricolmi, da cui può essere osservata una
singola azione.

Moltiplicatela per tutte le azioni che accadono, per tutte le partite giocate,
per tutti gli allenamenti fatti…

L’analisi, ricordo, serve per semplificare, per rendere chiaro ciò che a volte è
nascosto o oscuro, per riconoscere quello che si ripete.

Fra le molteplici fasi e i diversi aspetti che si possono analizzare in questa
azione, ne abbiamo scelti 4, relativi alle fasi di possesso dell’Atalanta:

FASE 1: il Lecce, in fase difensiva è disposto 5 (in linea) + 4 (2 in pressing, 2 in copertura), costituendo un ipotetico Castello difensivo a ridosso dell’area di rigore. Ilicic è il giocatore in possesso palla, sembrerebbe non avere sbocchi o linee di passaggio pericolose.

FASE 2: Ilicic crea spazio decidendo di attaccare il Castello con una percussione palla al piede

FASE 3: Dopo una giocata interlocutoria in ampiezza, il Castello difensivo del Lecce si è compattato ed è solo grazie a Gomez che si riesce a scardinarlo, con un attacco in profondità (zona cieca)

FASE 4: il tiro di Gomez è respinto, ma Ilicic ha seguito l’azione e qui esegue un vero e proprio pezzo di bravura, da manuale del calcio: anziché calciare di prima intenzione, rischiando quindi l’intercetto, con una finta sposta ben 4 giocatori avversari e segna a porta vuota

VIDEO


BERNARDINO FILARDI

  • Allenatore UEFA B

SCHEDA ANALISI ROBUR SIENA

CONSIDERAZIONI GENERALI

Il Siena attualmente occupa il sesto posto in classifica con 38 punti, frutto di 10 vittorie, 8 pareggi e 7 sconfitte.
La squadra ha finora realizzato 30 reti subendone 28.
Il modulo di base adottato finora è il 4-3-1-2 anche se in un periodo della stagione (dalla 4^ alla 14^ di andata) ha adottato il modulo 3-5-2, che è stato adottato anche nella partita contro la Pro Patria del 2.2.2020 e contro il Monza del 9.2.2020.

DISPOSIZIONE INIZIALE PARTITE ESAMINATE

STATISTICHE DI SQUADRA DA INIZIO STAGIONE

FASE DI POSSESSO

CONSIDERAZIONI GENERALI

La fase offensiva del Siena si basa su un 4-3-1-2 abbastanza flessibile.
La squadra preferisce un iniziale palleggio che coinvolge la linea difensiva e due dei centrocampisti centrali che spesso viene esasperata con una circolazione di palla insistente.
Tale atteggiamento è finalizzato alla ricerca di passaggi diretti e verticali verso il blocco offensivo costituito dai due attaccanti, dal trequartista e da uno dei centrocampisti che si alza a ridosso delle punte.
Gli stessi principi vengono adottati dalla squadra nel caso di utilizzo del modulo 3-5-2 con la circolazione della palla che avviene tra i tre difensori centrali e con due dei tre centrocampisti che si spostano in maniera asincrona (quello lato palla si allarga per dare la possibilità al terzino di alzarsi sempre in massima ampiezza, quello opposto alla palla si alza tra le linee e sotto le punte pronto per gli inserimenti).
Pertanto in questo caso si avrà la collaborazione di un solo centrocampista in fase di prima costruzione.

COSTRUZIONE E SVILUPPI

1 – RIMESSA DAL FONDO

Da rimessa dal fondo il portiere cerca quasi sempre la giocata corta su uno dei due difensori centrali posizionati sui vertici dell’area di porta (Buschiazzo a dx e D’Ambrosio a sx).
I terzini (Lombardo a dx e Migliorelli a sx) si dispongono in ampiezza massima (sulla linea del fallo laterale).
Due dei tre centrocampisti centrali (sempre Arrigoni e Gerli) si muovono dentro al campo a ricevere facendo da spola tra i due terzini durante la circolazione della palla : se il difensore centrale esce a destra sul terzino (Buschiazzo su Lombardo) , Arrigoni si avvicina a ricevere dal terzino e Gerli lo segue restando leggermente più sfalsato , in modo da liberare il terzino sinistro sul lato opposto attirando sul lato palla la pressione degli avversari (Foto 1) .
Se la squadra esce a sinistra la situazione è la stessa.

Foto 1

Se gli avversari disturbano l’inizio al limite dell’area, la linea difensiva sale ed il portiere calcia lungo (Foto 2 e Foto 3 in sequenza) alla ricerca della testa di Guidone (m. 1,90).

Foto 2
Foto 3

In caso di utilizzo di tre difensori centrali (modulo base 3-5-2 adottato contro la Pro Patria) al posto del trequartista (Serrotti) viene inserito il difensore Panizzi (piede sinistro) a fianco dei difensori D’Ambrosio (che prende posizione sul centrodestra) e Buschiazzo (che prende posizione centrale) , ma il principio di iniziare l’azione dal portiere con il passaggio su un difensore non cambia, con i terzi (D’Ambrosio a dx e Panizzi a sx) che si posizionano aperti sui vertici dell’area di rigore , mentre Buschiazzo prende la posizione centrale davanti al portiere (Foto 4).

Foto 4

Si passa, pertanto ad una prima costruzione dal portiere che nel caso di 4-3-1-2 prevede una disposizione con blocco 4+2 ad una disposizione che con il 3-5-2 prevede una disposizione 3+1 con Gerli che assume la posizione di unico play e Arrigoni che si sposta a dx ed a sx sia per andare in appoggio al possessore e sia per attirare verso di sé la pressione ed aprire una linea di passaggio interna per il terzo difensore che può giocare dalla parte opposta del campo con una giocata lunga a cercare il compagno tra le linee. Questa situazione si riscontra soprattutto sul settore sinistro, dove spesso Arrigoni si allarga per ricevere da Panizzi , con Gerli che resta come riferimento interno e centrale per un passaggio corto. Arrigoni attira su di sé la pressione , consente a Migliorelli di alzarsi in ampiezza ed impegnare il difensore avversario , ed apre il campo dalla parte opposta dove si alza Vassallo internamente ed quinto destro Lombardo in massima ampiezza, con gli attaccanti Guidone e D’Auria che si smarcano a ricevere (Foto 5 e Foto 6 in sequenza).

Foto 5
Foto 6

Sul settore destro invece Vassallo (giocatore brevilineo – m. 1,71 – e velocissimo negli inserimenti) preferisce quasi sempre alzarsi oppure allargarsi , per cui la squadra preferisce uscire prevalentemente sul settore sinistro con lo sviluppo descritto. Obiettivo è quello di cercare l’attacco diretto e con giocate verticali dopo aver attirato il blocco attaccanti-centrocampisti avversari con un fraseggio orizzontale prolungato e creato lo spazio necessario tra la linea di difesa e quella di centrocampo avversaria.

2 – ZONA DI PRIMA COSTRUZIONE (Zona 1)

La squadra preferisce una costruzione che parte sempre dal basso con disposizione 4+2 (i centrali Buschiazzo a D’Ambrosio con i terzini Lombardo a dx e Migliorelli – o Panizzi – a sx molto aperti più o meno in linea con i centrocampisti) più Gerli ed Arrigoni che giocano sempre molto vicini tra di loro , che seguono ed assistono i difensori nella circolazione della palla che avviene da dx e sx in maniera forzata. Il giropalla è finalizzato a provocare l’avversario ad esercitare una pressione ultraoffensiva , e per aprire delle linee di passaggio interne al campo . Con l’assistenza dei due centrocampisti la squadra gode sempre e comunque di superiorità numerica in zona palla , per cui il palleggio tramite passaggi di tipo orizzontale avviene in sicurezza ed è quasi sempre prolungato.
Il terzo interno di centrocampo Vassallo (giocatore molto abile a giocare tra le linee, ed altresì molto veloce – baricentro basso – idoneo per gli inserimenti su assist dell’attaccante Guidone che nonostante la statura è molto abile anche con i piedi ad eseguire le sponde in posizione spalle alla porta) si alza sempre tra le linee (Foto 7) .

Foto 7

La prima costruzione avviene con più frequenza sul fronte sinistro poiché l’attaccante D’Auria (piede destro, molto abile nelle giocate a muro con il compagno di reparto Guidone ed anche negli inserimenti centrali senza palla ) viene a ricevere sul centrosinistra : lo sviluppo prevede che, in caso di palla al terzino sx (Migliorelli o Panizzi), il centrocampista di parte (Gerli ed anche Arrigoni che si alternano tra centrodx e centrosx durante il giropalla) va a collocarsi in posizione di scarico per ricevere e consentire a Migliorelli di alzarsi in ampiezza ed attaccare il difensore laterale destro per tenerlo impegnato. In questo modo D’Auria, allargatosi a sinistra, viene liberato dalla marcatura e può ricevere il passaggio verticale del centrocampista Gerli (o Arrigoni) e girarsi puntando verso l’interno del campo (Foto 8 e Foto 9 in sequenza).

Foto 8
Foto 9

In caso di disturbo in pressione da parte dell’avversario in prima costruzione, i difensori (sia centrali che laterali) cercano direttamente di servire con passaggio aereo diretto l’attaccante D’Auria ed il trequarti Serrotti , i quali si dispongono sottopunta dentro al campo e staccati dalla linea difensiva. Se non è possibile servirli direttamente si gioca su Guidone (passaggio sulla figura) il quale , forte della sua statura, cerca di scaricare su uno dei due compagni (Foto 10 e Foto 11 in sequenza).

Foto 10
Foto 11

Nel caso in cui la squadra adotta lo schieramento 3-5-2 la prima costruzione avviene con più frequenza con il terzo di sinistra (Panizzi) poiché Arrigoni (posizionato a fianco sx al play Gerli) tende ad allargarsi in fascia sinistra a ricevere e consente a Migliorelli di alzarsi sempre per impegnare il laterale avversario ed aprire la linea di passaggio per gli attaccanti D’Auria e Guidone, mentre a Vassallo preferisce alzarsi a ridosso degli attaccanti per sfruttare la velocità negli inserimenti. (Foto 12 e Foto 13)

Foto 12
Foto 13

3 – SVILUPPI NEL SECONDO TERZO DI CAMPO (Zona 2)

Lo sviluppo dell’azione nel secondo terzo di campo (Zona 2) del Siena ha come priorità giocate verticali interne poiché Vassallo (piede dx) alzandosi sin da inizio azione sul centrodestra , va a comporre insieme a Serrotti e D’Auria (entrambi piede dx e giocatori molto tecnici e veloci) una terna di elementi in zona di rifinitura che si posiziona molto stretta e vicina sotto la punta Guidone (Foto 14 e Foto 15).
In particolare D’Auria (attaccante che parte in posizione iniziale a fianco a Guidone) , oltre che allargarsi, esegue quasi sempre movimenti incontro dentro al campo per attivare combinazioni con giocate a muro e/o filtranti per Vassallo e Serrotti che si inseriscono centralmente sfruttando il lavoro di Guidone che tiene impegnati i difensori avversari. Spesso Guidone viene a giocare incontro, favorendo l’inserimento di D’Auria con il quale esegue movimenti contrari.

Foto 14
Foto 15

Se la squadra non riesce a giocare centralmente e liberare i tre elementi sottopunta l’azione si sviluppa prevalentemente sul settore sinistro (il terzino sinistro Migliorelli è molto più propositivo di Lombardo a destra) con D’Auria che si propone incontro sfruttando il movimento del terzino sinistro Migliorelli che si alza ed attira il terzino avversario , che a sua volta si lascia spazio alle spalle , con D’Auria che va a smarcarsi sul lato sinistro. Il movimento ad allargare di D’Auria è seguito da quello di Serrotti che , sfruttando lo spazio lasciato dal diretto marcatore di D’Auria che lo segue, detta una linea di passaggio interna. In questo modo si cerca di spostare la difesa avversaria su un lato, far uscire un terzino ed andare in parità numerica tra i centrali difensivi avversari con Guidone e Vassallo che attacca in inserimento dal lato opposto (Foto 16 e Foto 17 in sequenza)

Foto 16
Foto 17

Se invece lo sviluppo avviene a destra (Foto 18) Vassallo si allarga in fascia con il terzino destro Lombardo (cerchiato nella foto 15) che si alza in ampiezza ad attaccare il rispettivo difensore , mentre l’attaccante Guidone si sposta lato palla avendo come riferimenti sotto perlo scarico sia Serrotti che D’Auria che, mentre dalla parte opposta il terzino Migliorelli (cerchiato nella foto 15) resta in ampiezza. I due centrocampisti Arrigoni e Gelli restano sottopalla a copertura.

Foto 18

Se la squadra non riesce a trovare la giocata verticale su un lato del campo, trova pronto il terzino lato opposto per un eventuale cambio di gioco e tentare di spostare la difesa avversaria dalla parte opposta (Foto 19 e Foto 20 in sequenza). I terzini in questi sviluppi giocano comunque un ruolo fondamentale in quanto la loro posizione in ampiezza serve soprattutto per ampliare lo spazio orizzontale tra i centrocampisti avversari e consentire i passaggi diretti e verticali che consentono di guadagnare campo in maniera più veloce.

Foto 19
Foto 20

Nel caso in cui la squadra adotta lo schieramento 3-5-2 , con palla nel secondo terzo di campo entrambi i quinti (Lombardo – o Oukhadda a destra e Migliorelli a sinistra) si alzano in ampiezza , Arrigoni (interno a sx) che si alza sul centro sx e Vassallo (interno a dx) che si alza sul centrodx a ricevere tra le linee. Se la giocata verticale tra le linee (che è prioritaria) è chiusa , allora si apre il gioco sull’esterno per sviluppare l’azione (Foto 21) : se il gioco viene allargato a destra Vassallo si allarga in fascia ad aiutare il quinto destro (Lombardo o Oukhadda) ; se si esce a sinistra è l’attaccante D’Auria che si allarga ad aiutare Migliorelli , con Arrigoni che resta in copertura. Le due punte cercano di effettuare movimenti contrari per dettare la duplice possibilità al possessore di eseguire il passaggio addosso oppure profondo alle spalle della linea di difesa.

Foto 21

4 – ZONA DI RIFINITURA – Zona 3

Nell’ultimo terzo di campo (Zona 3), grazie alle notevoli capacità tecniche e velocità di D’Auria, Serrrotti e Vassallo sia nel guidare palla che negli inserimenti senza palla , la squadra cerca la rifinitura ed arrivare alla conclusione mediante verticalizzazioni, con giocate a muro su Guidoni e palla nello spazio , oppure direttamente palla nello spazio sul taglio alle spalle della linea difensiva (Foto 22 e Foto 23 in sequenza)

Foto 22
Foto 23

In alternativa ed in caso di spazi molto stretti , si allarga il gioco sugli esterni (più frequentemente a sinistra su Migliorelli, ma anche dalla parte opposta su Lombardo) per andare a rifinire l’azione con cross per Guidone e palla che viene attaccata, oltre che dalla punta centrale Guidone, anche da D’Auria e da Vassallo (o Serrotti) (Foto 24 e Foto 25 in sequenza)

Foto 24 e 25

Nel caso in cui la squadra adotta lo schieramento 3-5-2 , con palla in zona di rifinitura (Zona 3) si cerca di adottare sempre il principio del passaggio diretto e verticale per lo smarcamento di un attaccante o di un centrocampista in inserimento alle spalle della linea difensiva , o al limite di eseguire una combinazione tra attaccanti appoggio-sostegno per inserimento del terzo uomo che di solito è un centrocampista (Foto 26 e Foto 27 in sequenza).

Foto 26 e 27

Anche su palla laterale si cerca con più frequenza di rigiocare palla dentro per un interno di centrocampo a sostegno il quale cerca il passaggio diretto verso le punte o verso l’interno opposto in inserimento (Foto 28 e Foto 29 in sequenza)

Foto 28 e 29

AMPIEZZA

L’ampiezza viene sempre garantita dai terzini (in caso di 4-3-1-2) o dai quinti (in caso di 3-5-2) a destra Lombardo (o Oukhadda) , a sinistra Migliorelli entrambi molto propositivi con buone doti sia tecniche e buona resistenza organica che consente di coprire l’intera fascia per buona parte della gara , che si alzano dall’inizio con l’obiettivo principale di allargare le linee avversarie di centrocampo e di difesa per potersi aprire gli spazi necessari alle giocate verticali verso gli attaccanti.

RIFINITURA

La zona di rifinitura viene occupata dinamicamente da D’Auria (piede destro molto abile tecnicamente soprattutto negli spazi stretti e veloce nelle combinazioni con Guidone in caso di attacco a due punte , e Serrotti nel caso di attacco con due punte ed un trequartista) , con Guidone che funge spesso da vertice ma abile tecnicamente nonostante la statura (m. 1,90) . Ai due si aggiunge Serrotti, altro giocatore sempre presente sottopunta e tra le linee pronto alla ricezione dei passaggi verticali dei centrocampisti e ad attivare combinazioni con gli altri due compagni di reparto. Alternativa a Serrotti o D’Auria è costituita da Cesarini e Campagnacci (entrambi molto utilizzati o dall’inizio oppure a partita in corso, e molto dotati tecnicamente che preferiscono operare sul centrosinistra rispetto alla punta centrale e con le stesse funzioni di raccordo tra i centrocampisti a l’attaccante (in caso di 3-5-2) o gli attaccanti (nel caso di 4-3-1-2) . Serrotti e D’Auria, come pure i sostituti Campagnacci e Cesarini in cado di utilizzo al posto di D’Auria scambiano spesso le loro posizioni, ma sempre uno sullo spazio intermedio sinistro e l’altro in posizione centrale poiché lo spazio intermedio di centrodestra viene sempre occupato da Vassallo che dei tre centrocampisti è quello che si alza sottopunta sulla trequarti e tra le linee.

ATTACCO ALLA LINEA / PROFONDITA’

La profondità viene attaccata principalmente dalla punta Guidone (piede destro, giocatore molto tecnico e che compie molto movimento lungo la linea difensiva seguendo dinamicamente il movimento della palla, a volte scambiando la posizione con D’Auria). L’attaccante è anche abilissimo a dare giocate spalle alla porta e ad attivare combinazioni appoggio-sostegno-terzo uomo per gli inserimenti centrali di D’Auria ed anche per gli inserimenti di Vassallo e Serrotti. In caso di modulo 3-5-2 , mancando il trequartista entrambi i centrocampisti Arrigoni e Vassallo si alzano e cercano l’inserimento sulle giocate di sponda della punta. Gli esterni Lombardo a destra e Migliorelli a sinistra sono da supporto alla manovra ma non hanno grandi capacità di inserimento, preferendo più un gioco di tipo posizionale finalizzato ad aprire spazi e non per dare giocate.

TRANSIZIONI OFFENSIVE/SMARCAMENTI PREVENTIVI

Le transizioni offensive sono molto veloci con gli interni Vassallo e Arrigoni (entrambi brevilinei, dotati di buona gamba e soprattutto grande velocità) pronti ad attaccare gli spazi sullo scarico di Guidone che resta molto spesso riiferimento avanzato per le ripartenze. La squadra è altresì molto abile a recuperare palla con i suoi trequartisti sulla pressione ultraoffensiva soprattutto quando gioca con il trequartista ed i due attaccanti poiché esercita una pressione sui difensori centrali avversari quasi sempre in parità numerica giocando “man to man” anche con i centrocampisti.

COSTANTI OFFENSIVE

  1. Nel caso di modulo 4-3-1-2 (che si trasforma di fatto in un 4-2-3-1), costruzione 4+2 con ricerca del gioco dal basso , giropalla continuo tramite passaggi orizzontali che coinvolge tutta la linea difensiva, allo scopo di cercare una linea di passaggio diretto verticale per i tre giocatori (seconda punta, trequartista e uno dei tre centrocampisti centrali) pronti a ricevere tra le linee e ad attivare combinazioni a 3 giocatori o giocare il successivo filtrante per l’inserimento;
  2. Nel caso di modulo 3-5-2 sul giropalla, il centrocampista lato palla si allarga e quello opposto si alza tra le linee : in particolare lo sviluppo avviene spesso sulla sinistra con Migliorelli che si alza fin sulla linea difensiva avversaria, con Arrigoni che si apre in fascia per liberare una linea di passaggio interna a Panizzi (terzo difensore di sinistra , piede sinistro dotato di buona tecnica) per la verticalizzazione . Dalla parte opposta il centrocampista Vassallo, veloce ed abile negli inserimenti, preferisce alzarsi in verticale , anche se con sviluppo dal suo settore (destro) si allarga dando la possibilità ad Arrigoni di alzarsi dalla parte opposta : pertanto si passa ad una costruzione 4+1 con stesso obiettivo descritto sopra (si cerca sempre il giocatore tra le linee) ;
  3. Distanze piccole (max. 15 metri) tra i tre sottopunta per attivare gli scambi e le combinazioni sul corto ed altresì per attivare un contropressing efficace in caso di perdita della palla;
  4. Linea difensiva che segue accorciando molto in avanti (sulla linea di centrocampo) al fine di attivare giropalla in caso di recupero e successivo tentativo di tirare fuori l’avversario per creare spazio tra le linee ed alle spalle della difesa ;
  5. Nel caso di linee di passaggio chiuse si continua con al circolazione di palla sempre con i difensori allo scopo di allungare il blocco centrocampo -attacco avversario e crearsi lo spazio necessario agli smarcamenti tra le linee e successivo passaggio verticale;

La squadra cerca sempre di attivare combinazioni tra i giocatori sottopunta (seconda punta, trequartista e interno di centrocampo) e la punta per attaccare la linea avversaria alle spalle con passaggi filtranti.

FASE DI NON POSSESSO

CONSIDERAZIONI GENERALI

In fase di non possesso il riferimento principale è la palla , con la squadra che adotta un atteggiamento molto aggressivo fin dalla zona di prima costruzione ed anche in caso di perdita della palla ; fin dalla prima costruzione avversaria si cerca di ridurre soprattutto gli spazi centrali con i tre centrocampisti che , con la collaborazione del trequartista e dei due attaccanti (disposizione 3+3) restano molto stretti per invitare l’avversario a giocare sull’esterno con la linea difensiva che si mantiene alta e con i terzini pronti a pressare l’avversario in zona in caso di passaggio esterno. Nel caso in cui il centrocampo non riesca a fare da filtro ed intercettare i passaggi verticali, il difensore che opera nella zona esce forte a pressione su chi riceve la palla , sia che si tratti di passaggio radente che aereo. In caso di schieramento con il 3-5-2 il, blocco di prima pressione sempre con finalità di orientare la giocata sull’esterno, è costituito dal due attaccanti e dai tre centrocampisti (disposizione 3+2) mentre la difesa resta molto stretta e compatta con riferimento palla. I principi (uscita forte a pressione sul portatore di palla) restano gli stessi della linea difensiva a quattro: unica variante l’uscita forte e molto aggressiva dei terzi sul ricevente grazie ad una maggiore copertura che una linea a cinque garantisce.

1 – PRIMA PRESSIONE

Se gli avversari provano a costruire dal portiere e, di conseguenza , parte dal basso con i propri difensori, la squadra si posiziona in attesa sulla trequarti con i due attaccanti Guidone e D’Auria ed il trequartista Serrotti molto stretti dentro al campo : i tre formano un triangolo con vertice Guidone , a sinistra D’Auria ed a destra Serrotti , e sono seguiti dai tre centrocampisti che accorciano in avanti formando anch’essi un triangolo molto stretto : Gerli sul centrosinistra, Arrigoni vertice basso e Vassallo centrodestra (partita contro Lecco – Foto n. 30 e Foto 31) .
I due interni di centrocampo Gerli (che all’occorrenza scambia il ruolo di play con Arrigoni) e Vassallo sono pronti ad uscire sulla giocata laterale , seguiti dal play Arrigoni che , insieme al terzino di parte , accorcia lato palla per forzare la giocata lunga e recuperare la sfera.
La linea difensiva accorcia in avanti ed i difensori in caso di lancio lungo cercano l’anticipo e la pressione forte sull’avversario di zona al fine di ritardarne o rendere difficoltosa la giocata.

Foto 30 e 31

In caso di modulo 3-5-2 l’atteggiamento non cambia : la squadra in Zona 1 difende con un blocco centrocampo attacco 3+2 molto stretto sempre con finalità di indirizzare l’uscita sull’esterno ed attivare la pressione con l’interno di centrocampo in zona alta e con il quinto di difesa in zona media. (Foto 32 e Foto 33)

In questa zona di campo, pertanto, si cerca di chiudere le linee di passaggio interno e forzare il gioco sull’esterno per portare successivamente una pressione efficace con i terzini ed avere pronti i tre attaccanti ( i due in cadi di 3-5-2) per ripartire in transizione dopo aver recuperato palla nelle zone alte del campo. In alternativa si cerca una pressione e/o disturbo sul giropalla. Nel caso di costruzione a 3 centrali avversari (partita contro il Lecco) inizialmente si forza la giocata verso uno dei due braccetti con D’Auria che , caso di uscita a destra, va a prendere il mediano e Guidone marca il passaggio sul difensore centrale in modo da non consentire un nuovo giropalla. L’uscita sul quinto viene attaccata da Gerli (o Arrigoni sul centrosinistra) (Foto 34)

Foto 34

Se la squadra vuole forzare la giocata lunga , quando la palla arriva ai quinti (o quarti), allora esce in pressione il terzino (o il quinto) di parte sul quinto (o quarto) di parte avversaria, con D’Auria (o Serrotti parte opposta) che abbandona la marcatura del play avversario e va ad attaccare il braccetto avversario e con Garli che prende iul suo posto in marcatura sul play, al fine di attaccare in parità numerica (man to man) e costringere al lancio lungo per facilitare l’anticipo dei difensori centrali . Il play Arrigoni va a marcare l’altro centrocampista di parte per non farlo ricevere addosso (Foto 35 e Foto 36 in sequenza)

Foto 35 e 36

Il Lecco (individuando probabilmente in Migliorelli un punto debole) per contrapporsi alla pressione ultra offensiva ha preferito uscire spesso dalla propria parte destra, dove ha posizionato, oltre al proprio quinto molto basso, un giocatore largo sulla fascia destra (Strambelli piede sinistro molto abile tecnicamente) al fine di attirare Migliorelli sulla propria trequarti, e liberare il proprio quinto di parte destra costringendo alla pressione il centrocampista di centrosinistra (Gerli o Arrigoni). In questo modo il Lecco si è liberato uno tra il difensore centrale ed il play, in quanto D’Auria veniva costretto a marcare o uno o l’altro.
Tale situazione ha determinato una superiorità numerica 5vs4 (3 centrali difensivi + 1 quinto destro + 1 play del Lecco contro 2 punte + 1 un trequartista + 1 interno centrocampo del Siena) con possibilità di giropalla in alternativa al lancio lungo.
Di conseguenza il lancio lungo forzato metteva in difficoltà la difesa del Siena che, trovandosi in situazione di palla scoperta , non tentava quasi mai l’anticipo, ma bensì a scappare, lasciando spazio per la ricezione tra le linee, non sempre sfruttato in maniera efficace dal Lecco (Foto 37 e Foto 38 in sequenza)

Foto 37 e 38

2 – PRESSIONE MEDIA (Zona 2)

Nel secondo terzo di campo la squadra non cambia atteggiamento, e si compatta con un blocco attacco-centrocampo 3+3 molto stretto sempre al fine di togliere linee di passaggio centrali ed invitare gli avversari a giocare su di un lato per aggredire con il terzino e con raddoppio.
In particolare su palla laterale i tre centrocampisti stringono molto forte lato palla tentando quasi sempre l’anticipo e/o la pressione sull’avversario di spalle, mentre il trequartista resta in posizione di “difesa preventiva” su un eventuale scarico sul mediano avversario per il giropalla. La linea difensiva, molto stretta, tende ad accorciare e stringere lato palla (Foto 39 e Foto 40 in sequenza).

Foto 39 e 40

Tale situazione libera molto spazio sulla parte opposta di centrocampo dove si trova la palla, cioè lo spazio tra terzino lato debole e centrocampista interno lato debole (Foto 41 e Foto 42 in sequenza)

Foto 41 e 42

3 – PRESSIONE BASSA

Nella propria trequarti la squadra cerca di orientare il gioco sulle fasce laterali e portare l’avversario al cross. Il terzino di parte (Lombardo a dx oppure Migliorelli a sx) porta pressione con l’ausilio del centrocampista di parte (Vassallo a dx oppure Gerli a sx), con il play che va a coprire lo spazio tra la coppia esterna in pressione ed i tre elementi (difensori centrali + terzino lato debole) per assorbire eventuali inserimenti.
In area si posizionano i due difensori centrali Buschiazzo e D’Ambrosio più il terzino lato debole (uno sul primo palo, uno centro porta ed uno secondo palo) (Foto 43).
Il blocco difesa-centrocampo tende a schiacciarsi ed appiattirsi verso la porta.

Foto 43

DIFESA FASCE

Le fasce laterali sono presidiate dai terzini (in caso di difesa a 4) o dai quinti (in caso di difesa a 4) e dal centrocampista di parte che si porta sempre al raddoppio.
La squadra è predisposta per consentire all’avversario giocate sugli esterni al fine di portare pressione e raddoppio con la coppia terzino-interno ed al fine di avere la possibilità di ripartire con almeno tre giocatori (D’Auria, Serrotti e Guidone) posizionati in attacco preventivo oltre la linea della palla.

FILTRO DI CENTROCAMPO – SPAZIO TRA LE LINEE

Il filtro di centrocampo è garantito dai tre centrocampisti che in fase difensiva sono posizionati molto stretti e ravvicinati, sia su palla centrale che su palla laterale. Il fine è quello di impedire lo smarcamento tra le linee ed orientare il gioco sulle fasce laterali portando il raddoppio e la pressione con il terzino e l’interno di centrocampo.
Il play ( Arrigoni o Gelli) in caso di pressing offensivo garantisce l’equilibrio alle spalle della zona di pressione con la squadra che resta in copertura con almeno quattro elementi (tre difensori + il play appunto) perdita della palla, garantiscono adeguata copertura sia dentro al campo che sulle fasce laterali.

LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva del Siena è a prevalente orientamento sulla palla, tende sempre a scappare su palla scoperta con i difensori che tentano l’anticipo solo in caso di palla lunga ed addosso. Spesso la linea non riesce a gestire queste situazioni, lasciando spazio tra la propria linea e quella di centrocampo. I difensori centrali Buschiazzo (piede destro – m.1,89) e D’Ambrosio (piede destro – m.1,85) molto strutturati ed abili sul gioco aereo, sono lenti nel gestire lo spazio alle proprie spalle e soffrono i tagli avversari soprattutto nello spazio tra il terzino e la zona di propria competenza.
Sul giropalla la linea perde le distanze e si allarga spesso concedendo linee di passaggio verticali che, se non adeguatamente coperte dai centrocampisti, mandano in difficoltà i difensori.
I terzini Lombardo e Migliorelli, abili ed a proporsi in fase di possesso, ed a pressare gli avversari alle spalle non consentendo loro di girarsi in fase di non possesso, sono molto vulnerabili in situazioni di 1vs1 per cui hanno bisogno di continui raddoppi per risultare efficaci nelle azioni difensive.

TRANSIZIONI DIFENSIVE – RIAGGRESSIONE – MARCATURE PREVENTIVE

La squadra cerca di evitare le transizioni negative riaggredendo l’avversario con un contro pressing pressochè immediato in caso di perdita della palla, sfruttando le distanze ridotte tra gli il quartetto di attacco D’Auria, Guidone, Serrotti e Vassallo che giocano molto vicini.
Ciò al fine di ritardare i tempi di uscita e per consentire ai compagni di riposizionarsi, oltre che per avere la possibilità di ribaltare l’azione con la velocità dei suoi attaccanti (soprattutto D’Auria e Serrotti a supporto di Guidone).
In preventiva rimangono sempre almeno tre componenti della linea difensiva ed il play che copre lo spazio tra il blocco di pressione offensiva e la linea di difesa.

COSTANTI DIFENSIVE

  1. Squadra che utilizza sin dall’avvio dell’azione avversaria una pressione intensa finalizzata a forzare le giocate sull’esterno ed al recupero palla già sulla trequarti avversaria, per poter attivare delle ripartenze corte sfruttando la velocità e le abilità tecniche dei propri attaccanti;
  2. Squadra che in Zona 1 difende con un 4-3-2-1 con blocco avanzato 3+3 (3+2 in caso di modulo 3-5-2) che, oltre a difendere molto stretto in Zona 1 (metà campo avversaria) con obiettivo di togliere linee di passaggio centrali e schermare i centrocampisti centrali avversari, è anche abile ad attaccare in pressione alta i difensori avversari con obiettivo di forzare le uscite sui lati del campo .
  3. In Zona 2, cioè nel secondo terzo di campo la squadra resta compatta con un 4+3 (5+3 in caso di modulo 3-5-2) lasciando spazio sugli esterni, la squadra esercita una notevole pressione con i tre centrocampisti costringendo l’avversario a giocate spesso forzate, con il fine di recuperare palla e servire i tre attaccanti che restano oltre la linea della palla sia per transizioni che per impedire il giropalla su un eventuale scarico.
  4. Nell’ultimo terzo di campo la squadra, dopo aver orientato sul lato l’azione avversaria non concedendo spazi di giocata interni, porta al raddoppio il terzino di parte e l’interno di centrocampo, con il play che assorbe eventuali inserimenti tra la coppia in raddoppio ed i due difensori centrali i quali, insieme al terzino lato debole, vanno ad occupare a zona l’intero specchio della porta (primo palo, centro porta e secondo palo)

PREGI E DIFETTI

PREGI

  1. Squadra complessivamente dotata di buon palleggio, che esercita un buon giropalla tra i componenti della linea difensiva (forzatamente voluto) in prima costruzione, ed assistito da due centrocampisti per giocare in sicurezza e per attirare l’avversario ad una pressione ed aprirsi linee di passaggio cerca di attirare la pressione;
  2. Arrigoni e Gerli abili a scambiarsi le posizioni durante la gara, molto abili in pressione e con Arrigoni (quando gioca interno) e Vassallo (giocatore velocissimo) che sono molto abili negli inserimenti;
  3. Attaccanti tecnicamente molto dotati (D’Auria e Guidone + Serrotti o Campagnacci in caso di utilizzo del trequartista), che giocano tra le linee, scambiano spesso la posizione (soprattutto D’Auria con Guidone);
  4. Squadra che in fase di non possesso esercita un pressing offensivo che costringe l’avversario ad affrettare i tempi di giocata con aumento del margine di errore nel passaggio.

DIFETTI

  1. In caso di tempi di pressione non perfettamente coordinati tra attacco e centrocampo, la squadra si allunga e lascia spazi tra la linea difensiva e quella di centrocampo;
  2. Sul giropalla se la squadra non esercita una pressione sul portatore i tre centrali di centrocampo molto spesso non riescono a coprire l’ampiezza del campo, lasciando spazi di giocata verticali per l’attacco alla linea dell’esterno avversario con palla messa in verticale tra il terzino ed il difensore centrale (Foto 44 , Foto 45 e Foto 46 in sequenza).
  1. Squadra che nella propria trequarti tende a ripiegare verso la propria porta tenendo le due linee difesa e centrocampo molto schiacciate, in caso di combinazione scarico e successiva palla nello spazio tra centrale e terzino di parte, se il mediano non copre velocemente lo spazio libero, i difensori centrali vanno in difficoltà sul taglio dell’attaccante avversario (Foto 47 e Foto 48 in sequenza);
Foto 47 e 48
  1. Squadra che se non trova lo spazio necessario per gli smarcamenti tra le linee, non riesce ad attivare giocate efficaci sulle catene laterali in quanto le caratteristiche dei centrocampisti interni Vassallo ed Arrigoni (o Gerli) sono più quelle che li portano ad inserimenti che ad eseguire combinazioni che portano alla rifinitura tramite cross laterali. Inoltre i terzini, molto abili ad eseguire un gioco di tipo posizionale finalizzato ad aprire spazi interni al campo (resto fuori per creare spazio dentro) non sfidano quasi mai il diretto avversario nell’1vs1.

Mister Bernardino FILARDI
Allenatore Uefa B

ALESSANDRO RECENTI

  • Allenatore UEFA B

ANALISI TATTICA FC INTERNAZIONALE 2019/20

Scritto con la collaborazione di Stefano Mazzoleni (Videoanalista)

1. Disposizione in campo
La squadra di Conte si dispone in campo con l’1-3-1-4-2 con un regista davanti alla difesa, due mezzali di corsa con ottimi inserimenti, due esterni in grado di coprire l’intera fascia e quindi dotate di ottime doti atletiche, una punta centrale, Lukaku, vero punto di riferimento avanzato e Lautaro Martinez ad agire alle sue spalle.

2. Costruzione del gioco

Quando la costruzione del gioco avviene palla a terra, dai piedi del portiere Handanovic i due difensori laterali si allargano sul lato corto dell’area di rigore, il difensore centrale si posiziona frontalmente al portiere mentre il regista Brozovic si fa trovare in zona luce per ricevere palla e conseguentemente sviluppare l’azione. In questa fase i due esterni sono alti e larghi e non partecipano alla fase di costruzione. Le due mezzali si posizionano, invece, negli half space.

3. Sviluppo della manovra e finalizzazione

In fase di sviluppo della manovra si creano delle catene laterali tra la mezzala e l’esterno dove quando l’ala si alza per allungare la squadra avversaria, la mezzala di parte si allarga per dare ampiezza alla manovra. L’esterno avversario, quindi, deve fare la scelta se stare basso in marcatura dell’esterno oppure alzarsi in pressione sulla mezzala. Viceversa, se l’esterno si propone incontro a ricevere palla nei piedi è la mezzala ad attaccare la profondità esterna così da riproporre sempre la stessa scelta al terzino avversario. In questa situazione, centralmente, un attaccante si propone incontro all’esterno mentre l’altro attacca la profondità nello spazio lasciato libero dal movimento del compagno di reparto.

Un’altra soluzione molto utilizzata in fase di sviluppo della manovra è quella del cambio gioco con conseguente ricerca dell’1vs1 esterno per poi andare al cross. In questa situazione l’area è attaccata dai due attaccanti, dall’esterno opposto e da almeno una delle due mezzali che si propongono a rimorchio.

Quando lo sviluppo del gioco avviene centralmente si ricerca sempre Lukaku, bravissimo nel coprire palla e scaricare verso un compagno il quale, cerca la conclusione a rete, il cambio gioco verso l’esterno opposto oppure l’imbucata centrale verso la seconda punta che attacca la profondità.

In generale, i due attaccanti stanno sempre molto vicini tra di loro e la loro combinazione nello stretto è un’arma importante per la squadra di Conte.

4. Fase di non possesso
In fase di non possesso la squadra passa ad il modulo 1-5-3-2 con tutti gli effettivi che si abbassano sotto la linea della palla in particolare con i due sterni che si abbassano sulla linea dei 3 difensori. Quando la squadra avversaria costruisce la propria azione con il regista è Brozovic che esce in pressione su quest’ultimo. Quando l’avversario sviluppa sull’esterno, la scelta di Conte, come si vede anche dall’immagine sopra, è di far uscire le mezzali sui terzini avversari mantenendo, così, gli esterni bassi a marcatura degli esterni offensivi avversari ed i difensori centrali a protezione dell’area di rigore.

5. Linea difensiva
La linea difensiva rimane corta e stretta alzandosi prontamente quando il centrocampo si alza in marcatura. In situazione di “palla scoperta” i difensori scappano con largo anticipo impedendo così agli attaccanti avversari di attaccare la profondità. A palla “coperta”, invece, il difensore centrale non si alza in marcatura sulla punta che viene incontro fino a sopra la metà campo ma, insieme, ai due difensori laterali preferiscono mantenere la linea difensiva creando densità nella propria metà campo Diversamente, nel caso in cui sia scoperta una zona laterale, è il difensore centrale ad uscire prontamente sull’esterno avversario con il resto del reparto difensivo che effettua una scalata verso la zona palla, il regista non si abbassa nella linea dei difensori ma è l’esterno opposto che si accentra a coprire la zona del secondo palo.

Fase di Possesso palla del 3-5-2 vs il 4-3-3 in campo diviso in zone

Si divide il campo regolamentare in zone:

ZONA CENTRALE 1: dove i tre difensori più il portiere dovranno costruire il gioco contro i 3 attaccanti avversari, sfruttando la superiorità numerica con il play o da uno delle due mezze ali scese in rotazione

ZONA LATERALE 1: dove il difensore di destra o di sinistra in base all’uscita della palla dovrà smarcarsi per ricevere palla e giocare per il quinto in zona 2 o verticalizzare per la punta che è venuta corta a ricevere. In questo caso solo uno dei tre attaccanti avversari potrà uscire a contrastare il difensore di riferimento.

ZONA 2: dove inizialmente si posizionano i 5 di centrocampo del 3-5-2 contro i 3 centrocampisti del 4-3-3. Dopo la costruzione da parte dei tre difensori + il portiere l’uscita dovrà essere eseguita per il quinto che parte largo ed alto sulla linea di centrocampo per poi, dopo un contro-movimento, ricevere palla dal difensore di parte. Con la palla in possesso del quinto la mezzala di parte dovrà posizionarsi con il corpo aperto per ricevere palla e:
– chiudere l’1-2 con il quinto che nel frattempo ha attaccato la zona laterale 3
– eseguire un cambio di gioco per il quinto opposto
– giocare per la punta che è venuta corta e dovrà giocare a specchio per la stessa mezzala
– eseguire passaggio filtrante per la punta che si è inserita in zona centrale 3
– eseguire passaggio a scarico che potrà cambiare gioco per il quinto opposto o per la mezzala opposta

La ricezione laterale del quinto di centrocampo con palla proveniente dalla costruzione, quindi dalla zona 1, potrà essere contrastata, in maniera alternata, sia dalla mezzala avversaria che dal terzino avversario (considerando l’eventuale avversario che utilizzerà il 4-3-3 come sistema di gioco in che modo affronta il quinto di centrocampo nella propria metà campo o nella metà campo avversaria)

ZONA LATERALE 3: dove il quinto di centrocampo si può inserire dopo aver fraseggiato con la mezzala di parte e ricevere il passaggio di chiusura oppure la mezzala di parte della palla si può inserire se il quinto sul primo controllo palla è entrato dentro il campo dando cosà inizio ad una rotazione esterna da parte dei tre centrocampisti. In questa zona il quinto, o la mezzala, potranno essere contrastati dal terzino avversario, dalla mezzala avversaria o dal play avversario (in base a chi abitualmente esce in chiusura laterale da parte della squadra avversaria)

ZONA CENTRALE 3: dove inizialmente si posizioneranno i due attaccanti contro i due difensori centrali avversari. In questa zona si potranno inserire per poter attaccare i palloni provenienti dalla zona laterale 3 sia la mezzala opposta che il quinto opposto. L’inserimento dovrà però prevedere equilibrio a centrocampo (in zona 2) dove il play e la mezzala che non è andata ad attaccare lo spazio staranno sulla stessa linea posizionandosi in copertura preventiva con i tre difensori centrali che, si erano alzati dopo che la palla dalla zona due è uscita in zona 3.

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