- Allenatore Portiere Dilettante e Settore Giovanile
- Allenatore Portieri ACF Brescia Calcio Femminile – Serie C
IL PORTIERE DONNA
Da circa 12 anni svolgo con passione il ruolo di preparatore dei portieri, ho allenato in quasi tutte le categorie dilettantistiche, dalla stagione 2017/2018 ho la fortuna di far parte dello staff del Brescia Calcio Femminile.
Un cambio radicale, penserete: infatti la domanda più frequente che mi viene posta dai colleghi è “Che differenza c’è tra un portiere uomo e un portiere donna?”.
È innegabile che ci siano differenze, ma allo stesso tempo ci sono anche caratteristiche che le ragazze hanno più sviluppate rispetto ai colleghi uomini. La differenza più evidente è la fisicità, chiaramente minore nella donna rispetto all’uomo, ma questo non impedisce al portiere donna di svolgere le stesse identiche mansioni del ruolo, come coprire ottimamente la porta e gli spazi… anzi, spesso anche meglio! Infatti, una caratteristica importante che ho notato fin da subito quando ho iniziato ad allenare le ragazze è la loro grande dedizione al lavoro che, unita ad un forte entusiasmo permette loro di raggiungere risultati importanti. Le donne hanno una grande capacità di resilienza, sono attente a tutto ciò che viene spiegato loro, delle vere e proprie “spugne” che assimilano con grandissima facilità le proposte che vengono loro fatte e che riescono a riproporre molto bene in campo.
Personalmente, anche agli inizi, non mi sono mai posto il problema di come allenare delle ragazze, semplicemente applico la mia metodologia. Ovviamente qualcosa viene modificato, soprattutto nelle sedute nelle quali viene richiesto un carico di forza, sarebbe inopportuno, addirittura rischioso e dannoso per la salute delle ragazze sottoporle agli stessi carichi degli uomini. Ovviamente, anche il cadenzamento delle sedute di allenamento e gli orari possono influire variando la metodologia.
Nella stagione 2017/2018, quando il Brescia femminile era in Serie A, ci si allenava tutti i giorni di pomeriggio, talvolta anche doppie sedute (mattina e pomeriggio). Ora, con la squadra in Serie C, gli allenamenti sono tre, nei giorni dispari e tutti la sera. Tuttavia, indipendentemente dalla categoria, credo sia fondamentale creare un rapporto basato su stima e fiducia reciproca tra allenatore e atlete, al fine di creare un clima di confronto, su ogni aspetto che riguarda il campo e le sedute di allenamento. Il ruolo del preparatore è importante e delicato, anche l’appoggio morale in ogni situazione è fondamentale. Solo chi ha giocato in porta e ora svolge questo ruolo può capire le situazioni e gli stati d’animo che provano i nostri/e ragazzi/e. Sia positive ma soprattutto negative.
Dal punto di vista del dettaglio degli allenamenti, provo a descrivere una settimana non “tipo”, ma una delle tante che preparo per i portieri del Brescia Calcio Femminile. Prima di organizzare una qualsiasi seduta, mi confronto sempre con le ragazze per capire se ci sono, in caso, priorità sulle quali lavorare, o necessità particolari.
Il lunedì dedico la parte iniziale al lavoro tecnico-podalico, dopodiché adattiamo il fianco al terreno con esercizi tecnici proposti in varie posture, quindi comincio il lavoro di forza (arti inferiori o superiori), abbinato sempre al gesto tecnico con la palla. Tutti i lavori di forza sono a carico naturale: raramente andiamo a fare lavoro in palestra, prima di tutto perché non abbiamo molto tempo a disposizione, poi perché credo che la migliore palestra per un portiere sia il campo.
Il mercoledì si lavora principalmente in porta: tecnica di tuffo, presa in tuffo piuttosto che deviazione laterale o lavoro sulla doppia partita, curando sempre posture e posizioni di partenza da varie posizioni di calcio. Talvolta organizzo parti di sedute nelle quali si analizzano e ripropongo in allenamento situazioni accadute in partita.
Il venerdì, ultima seduta prima della gara, dopo un riscaldamento analitico (prese alla figura frontali, laterali e spostamenti vari), curo molto le palle alte, cercando di cominciare ad occupare gli spazi frontali e laterali lontani dalla porta. Si completa poi il lavoro con la gestione dell’area sui cross, cercando di rendere il lavoro il più possibile situazionale. Grazie alle sagome e ai portieri che non lavorano, simulando ripartenze che possono avvenire sia con le mani che con i piedi.
Fondamentale è l’intensità con la quale si effettuano gli esercizi e il lavoro accurato sulla tecnica a seconda del gesto richiesto curando i dettagli, perché sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Inoltre la componente palla, in ogni esercitazione, è fondamentale. Difficilmente propongo sedute a secco. Per concludere, le differenze tra portiere uomo e portiere donna sono minime: svolgono le stesse mansioni, coprono gli stessi spazi. Sono portieri.




