Categoria: Calcio Femminile

GIAMPAOLO VALNEGRI

  • Allenatore Portiere Dilettante e Settore Giovanile
  • Allenatore Portieri ACF Brescia Calcio Femminile – Serie C

IL PORTIERE DONNA

Da circa 12 anni svolgo con passione il ruolo di preparatore dei portieri, ho allenato in quasi tutte le categorie dilettantistiche, dalla stagione 2017/2018 ho la fortuna di far parte dello staff del Brescia Calcio Femminile.

Un cambio radicale, penserete: infatti la domanda più frequente che mi viene posta dai colleghi è “Che differenza c’è tra un portiere uomo e un portiere donna?”.

È innegabile che ci siano differenze, ma allo stesso tempo ci sono anche caratteristiche che le ragazze hanno più sviluppate rispetto ai colleghi uomini. La differenza più evidente è la fisicità, chiaramente minore nella donna rispetto all’uomo, ma questo non impedisce al portiere donna di svolgere le stesse identiche mansioni del ruolo, come coprire ottimamente la porta e gli spazi… anzi, spesso anche meglio! Infatti, una caratteristica importante che ho notato fin da subito quando ho iniziato ad allenare le ragazze è la loro grande dedizione al lavoro che, unita ad un forte entusiasmo permette loro di raggiungere risultati importanti. Le donne hanno una grande capacità di resilienza, sono attente a tutto ciò che viene spiegato loro, delle vere e proprie “spugne” che assimilano con grandissima facilità le proposte che vengono loro fatte e che riescono a riproporre molto bene in campo.

Personalmente, anche agli inizi, non mi sono mai posto il problema di come allenare delle ragazze, semplicemente applico la mia metodologia. Ovviamente qualcosa viene modificato, soprattutto nelle sedute nelle quali viene richiesto un carico di forza, sarebbe inopportuno, addirittura rischioso e dannoso per la salute delle ragazze sottoporle agli stessi carichi degli uomini. Ovviamente, anche il cadenzamento delle sedute di allenamento e gli orari possono influire variando la metodologia.

Nella stagione 2017/2018, quando il Brescia femminile era in Serie A, ci si allenava tutti i giorni di pomeriggio, talvolta anche doppie sedute (mattina e pomeriggio). Ora, con la squadra in Serie C, gli allenamenti sono tre, nei giorni dispari e tutti la sera.  Tuttavia, indipendentemente dalla categoria, credo sia fondamentale creare un rapporto basato su stima e fiducia reciproca tra allenatore e atlete, al fine di creare un clima di confronto, su ogni aspetto che riguarda il campo e le sedute di allenamento. Il ruolo del preparatore è importante e delicato, anche l’appoggio morale in ogni situazione è fondamentale. Solo chi ha giocato in porta e ora svolge questo ruolo può capire le situazioni e gli stati d’animo che provano i nostri/e ragazzi/e. Sia positive ma soprattutto negative. 

Dal punto di vista del dettaglio degli allenamenti, provo a descrivere una settimana non “tipo”, ma una delle tante che preparo per i portieri del Brescia Calcio Femminile. Prima di organizzare una qualsiasi seduta, mi confronto sempre con le ragazze per capire se ci sono, in caso, priorità sulle quali lavorare, o necessità particolari.

Il lunedì dedico la parte iniziale al lavoro tecnico-podalico, dopodiché adattiamo il fianco al terreno con esercizi tecnici proposti in varie posture, quindi comincio il lavoro di forza (arti inferiori o superiori), abbinato sempre al gesto tecnico con la palla. Tutti i lavori di forza sono a carico naturale: raramente andiamo a fare lavoro in palestra, prima di tutto perché non abbiamo molto tempo a disposizione, poi perché credo che la migliore palestra per un portiere sia il campo.

Il mercoledì si lavora principalmente in porta: tecnica di tuffo, presa in tuffo piuttosto che deviazione laterale o lavoro sulla doppia partita, curando sempre posture e posizioni di partenza da varie posizioni di calcio.  Talvolta organizzo parti di sedute nelle quali si analizzano e ripropongo in allenamento situazioni accadute in partita.

Il venerdì, ultima seduta prima della gara, dopo un riscaldamento analitico (prese alla figura frontali, laterali e spostamenti vari), curo molto le palle alte, cercando di cominciare ad occupare gli spazi frontali e laterali lontani dalla porta. Si completa poi il lavoro con la gestione dell’area sui cross, cercando di rendere il lavoro il più possibile situazionale. Grazie alle sagome e ai portieri che non lavorano, simulando ripartenze che possono avvenire sia con le mani che con i piedi. 

Fondamentale è l’intensità con la quale si effettuano gli esercizi e il lavoro accurato sulla tecnica a seconda del gesto richiesto curando i dettagli, perché sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Inoltre la componente palla, in ogni esercitazione, è fondamentale. Difficilmente propongo sedute a secco. Per concludere, le differenze tra portiere uomo e portiere donna sono minime: svolgono le stesse mansioni, coprono gli stessi spazi. Sono portieri.

NICOLA DON

  • Responsabile Settore Giovanile Femminile Feralpisalò

LA PASSIONE CHE FA CRESCERE IL CALCIO FEMMINILE

Come richiesto dalla vostra associazione di redigere un articolo sul calcio femminile, il mio primo pensiero è stato quello di creare un luogo dove sia possibile dare voce a tutte quelle persone che per anni hanno fatto calcio femminile, tra le varie società dilettantistiche della provincia, senza mai ottenere il giusto risalto che meritano.

Tutti conosciamo il Brescia Calcio Femminile, la Juventus femminile, ma per anni ci sono state persone, che guidate dalla loro passione, hanno permesso a molte ragazze, ora donne, di giocare, tra mille difficoltà economiche e logistiche. Spero che tramite la vostra associazione si possa dare voce a queste persone.

La mia esperienza nel calcio femminile inizia nel 2011 dalla società Asd Prevalle 2010, piccola società dilettantistica di provincia che in quel periodo aveva una squadra a 7 che partecipava al campionato provinciale Csi. Ho iniziato come collaboratore, passando dal ruolo di dirigente a quello di allenatore e infine come responsabile.

Nel ruolo di responsabile con l’aiuto fondamentale di Mara Filippini, Vincenzo Giacomini e Andrea Brusatore, abbiamo dato vita ad un settore giovanile a Prevalle, inizialmente composto da 4 giocatrici che nel corso di tre anni ha raggiunto le 30 atlete, ottenendo anche dei buoni risultati sportivi (campionesse provinciali Under 16 Csi e vincitrici della coppa leonessa di categoria).

Nel 2017 a seguito della collaborazione tra Voluntas Montichiari e la Asd Prevalle 2010 è stato possibile formare la prima squadra femminile giovanile a Montichiari. Il passaggio dal settore giovanile Asd Prevalle 2010 alla Feralpisalò avviene nel 2017.

Questo passaggio mi ha permesso di farmi un opinione sull’ingresso di società professionistiche nel calcio femminile. La presenza di queste società credo sia uno stimolo positivo in quanto permette di avere strutture e competenze adeguate. Questo avrà dei risultati positivi per le ragazze e per il movimento se ci sarà una reale passione delle persone che lo seguiranno attivamente.

Per far si che le realtà professionistiche possano compiere al meglio il loro ruolo è fondamentale una maggior diffusione del calcio femminile dilettantistico sul territorio in maniera omogenea, in particolare alla formazione di squadre giovanili.

Credo che, alla base di tutte le iniziative che verranno prese da parte delle società, ci deve essere la vera passione per il calcio in rosa e il reale interesse per tutte quelle atlete che vogliono praticare il loro sport preferito.

Non da meno dovrà esserci anche il supporto economico oltre che dagli sponsor, anche delle stesse federazioni ad ogni livello, per garantire lo sostenibilità del movimento a lungo termine.

SIMONE BRAGANTINI

  • Allenatore UEFA A
  • Allenatore ACF Brescia Calcio Femminile – Serie C

IL CALCIO E’ UNO SOLO

Quando mi chiedono le differenze tra calcio maschile e femminile rispondo che “il calcio è uno solo”: è indispensabile per ogni staff tecnico modificare la propria metodologia in funzione delle caratteristiche e qualità delle proprie giocatrici o giocatori.

Ecco, è fondamentale rispettare “la natura”, poiché una donna e un uomo hanno differenze nella struttura e nella composizione corporea quindi questi fattori si devono tener conto nella programmazione quotidiana degli allenamenti. Diventa di significativa importanza sapere valutare il carico interno ed esterno, creando allenamenti atti al miglioramento del livello prestativo dei propri atleti. Sicuramente è importante sapere la differenza tra una performance femminile e maschile anche per “leggere” i risultati di eventuali test da campo: ad esempio, abbiamo utilizzato ad inizio della stagione tramite il protocollo Billat il Test per calcolare la VAM (Massima Velocità Aerobica), parametro utilizzato per monitorare e gestire le proposte durante la stagione.

Logicamente, quando ho iniziato nel femminile, arrivando da diciassette stagioni di calcio maschile ho voluto studiare e documentarmi, per capire ed analizzare le differenze fisiche e psicologiche.
Alcuni spunti sono abbastanza intuitivi, ma vale la pena evidenziarli: la forza della donna rispetto all’uomo è inferiore – ma solamente di circa un 15-20% -, ma per quanto riguarda la componente coordinativa (che riveste un ruolo decisivo), la donna risulta essere molto più abile.
Un aspetto fondamentale da sapere è l’infortunio all’articolazione del ginocchio, la rottura del LCA (legamento crociato anteriore), nelle calciatrici ha una probabilità molto superiore rispetto ai calciatori: probabilmente questo aspetto è causato dalla conformazione del bacino nelle donne e il diverso angolo Q al ginocchio. Nella mia esperienza non ho mai avuto un calciatore infortunato al LCA, mentre in tre stagioni nel femminile ho avuto già 3 casi, purtroppo.

Sotto l’aspetto psicologico e caratteriale la donna possiede delle caratteristiche differenti rispetto all’uomo: hanno sicuramente una maggiore capacità di sacrificio, sanno sopportare la sofferenza, si adattano più facilmente, fanno molta autocritica e possiedono un forte senso di responsabilità. Di contro, talvolta accentuano i sensi di colpa e rimarcano con troppa enfasi i propri sbagli e fallimenti ma possiedono la capacità innata di voler migliorare e di perseverare per arrivare al proprio obbiettivo: una qualità imprescindibile per ogni sportivo vincente.
Dal punto di vista tecnico e tattico ho potuto assodare la costante voglia delle ragazze di perfezionare le proprie abilità: difficilmente ho visto ragazze arrendersi alle difficoltà, non le ho mai sentite dire “questo non riesco a farlo”, ma spesso ti chiedono “Mister cosa posso fare per riuscirci?”. Ho notato, con molto piacere, la loro curiosità nell’analizzare i vari aspetti tattici del gioco, e spesso fanno domande per aumentare la loro conoscenza.
Hanno un senso d’appartenenza molto forte, in questa stagione qui al Brescia Calcio Femminile sono tangibili i legami di unione che si sono creati all’interno della squadra, ognuna è sempre disponibile per la compagna e per il bene comune.

Tornando al mio pensiero in cui “il calcio è uno solo”, tengo a precisare che i principi di gioco rimangono gli stessi sia nel maschile sia nel femminile, poi dipende da ogni allenatore come e quali voler far propri ed applicarli.
Io ho i miei principi, e su quelli baso e fondo il lavoro settimanale, coadiuvato dallo staff tecnico composto dal preparatore atletico Emiliano Giuffrida e dal preparatore dei portieri Giampaolo Valnegri.

Il primo cardine per eseguire un gioco propositivo e proattivo è quello di avere calciatrici “pensanti”, abili a risolvere efficacemente le varie situazioni di gioco. Quindi con l’aiuto dello staff tecnico proponiamo sempre allenamenti differenti tra di loro, esercitazioni simili ma allo stesso tempo mai uguali. Perché questo? Semplice: le partite di calcio sono simili ma mai uguali tra di loro, quindi l’allenamento deve proporre sempre “novità”. A volte basta cambiare qualche piccola regola nelle varie esercitazioni per avere sempre una richiesta cognitiva medio-alta, che permetterà alle ragazze di essere più ricettive e migliorare il proprio livello d’attenzione. Trovo poco produttivo schematizzare il gioco del calcio, quindi ho deciso di proporre sedute d’allenamento sempre differenti, eliminando il più possibile la ripetitività dello stesso esercizio. Ovviamente i principi ed i concetti su cui lavoriamo vengono ripetuti e riproposti, ma cercando sempre di variare la proposta. Mentre rimaniamo abbastanza costanti per quanto riguarda la programmazione settimanale, eseguiamo 3 allenamenti collettivi e 2 individuali.

Ogni allenamento inizia sempre con esercizi di prevenzione, posturali e di mobilità generale: confrontandoci con i nostri fisioterapisti Giulia Zanola e Stefano Ferrari, determiniamo se qualche calciatrice ha bisogno di un lavoro mirato e specifico.
Poi inseriamo sempre la palla per terminare la fase di riscaldamento: tendenzialmente proponiamo Rondos oppure sequenze di passaggi specifici.
Le esercitazioni, focalizzate al miglioramento metabolico (possono essere proposte sia con palla oppure a secco), sono alternate nel corso delle settimane e fondamentalmente ci focalizziamo su questi aspetti: forza, potenza aerobica e RSA (Repeated Sprint Ability).
Proponiamo come mezzi esercitativi possessi palla, SSG (Small Sided Games), partite a tema, interval training, navette, fartlek.
Dal punto di vista della programmazione settimanale, da un paio di anni ho deciso di allenarsi il giorno dopo la partita (nel nostro caso il lunedì) e considerare il martedì giorno di riposo o di allenamento individuale, con lavoro posturale preventivo. Questa pianificazione serve per avere un equilibrio tra chi ha giocato e chi no, in considerazione soprattutto dei DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness, che in italiano significa “indolenzimenti muscolari a insorgenza ritardata”).

Durante ogni allenamento chiediamo massima intensità e spirito di partecipazione: di media ogni seduta dura circa 1 ora e 50 minuti per gli allenamenti collettivi, mentre per quelli individuali le ragazze hanno dei programmi di circa 1 ora. Ogni ragazza viene monitorata giornalmente tramite un’applicazione attraverso la quale devono indicare dei valori rispetto ad alcuni parametri, tra cui la qualità del sonno oppure il dolore muscolare. Utilizziamo il metodo della scala di Borg per determinare il carico soggettivo di ogni calciatrice e ricavarne così il carico dell’allenamento individuale e collettivo.

La nostra settimana tipo è così strutturata:

  • Domenica – Partita.
  • Lunedì – Allenamento collettivo: focus miglioramento tattico e tecnico individuale e/o di reparto, considerando gli aspetti da migliorare rispetto alla partita del giorno prima. È un allenamento “differenziato” soprattutto per l’aspetto atletico: si creano due gruppi, chi ha giocato sopra i 60 minuti farà un lavoro più aerobico mentre tutte le altre eseguiranno un lavoro di potenza. Normalmente le varie esercitazioni tecniche sono eseguite da tutte, la divisone è strettamente legata alle proposte atletiche. I mezzi che proponiamo sono possessi palla strutturati, Small Sided Games, partite a tema con portine, esercizi a secco possono essere Fartlek o Navette.
  • Martedì – Allenamento individuale: ogni ragazza ha una serie di esercizi posturali mirati alle proprie esigenze da svolgere in autonomia a casa o in palestra.
  • Mercoledì – Allenamento collettivo: l’attenzione è posta sulla tattica collettiva, considerando anche la prossima avversaria ci soffermiamo maggiormente  su aspetti offensivi o difensivi. È la giornata in cui sotto l’aspetto atletico tendiamo a lavorare la potenza aerobica o anaerobica. Come mezzi utilizziamo esercitazioni situazionali, partite a tema, possessi palla strutturati, Interval Training, Navette, Circuiti integrati. L’inizio della seduta è comunemente impostato con un circuito funzionale preventivo per poi inserire un Rondos/gioco di posizione mirato ai principi e concetti che vogliamo sviluppare nel resto della seduta.
  • Giovedì – Allenamento individuale: ogni ragazza ha una seduta d’allenamento specifica per migliorare le proprie capacità condizionali. Diciamo che possiamo dividere la squadra in due macro gruppi, chi lavora su esercizi di forza e chi sul potenziamento aerobico. Svolgono sempre la seduta in maniera autonoma.
  • Venerdì – Allenamento collettivo: sotto il profilo atletico proponiamo esercizi di rapidità e velocità. Il focus tattico-strategico è rivolto alla prossima gara, curiamo il nostro inizio azione, lo sviluppo della manovra, la fase conclusiva. Inserendo anche l’aspetto difensivo, come e dove andiamo a recuperare palla, scaglionamento difensivo collettivo. Anche in questo caso l’obiettivo è basato sui principi che vogliamo sviluppare in funzione della gara. Ci focalizziamo anche sui piazzati, difensivi ed offensivi. I mezzi utilizzati sono per lo più situazionali e sempre partite a tema, sia con porte regolari sia con porte di 1mt.
  • Sabato libero.

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