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- Docente Metodologia Settore Tecnico
- Preparatore Atletico Rappresentative Nazionali LND



- Addetto Stampa A.C. Asola
L’EFFETTO COVID SULLA PRATICA SPORTIVA IN ITALIA
Mentre non ci è dato di prevedere quale sarà l’andamento della stagione sportiva che sta iniziando, possiamo comunque renderci conto, mettendo il naso anche fuori dai nostri campionati e dai nostri allenamenti, di quale sia stato l’effetto COVID nel mondo dello sport dilettantistico.
Dalla relazione del CONI “I numeri dello Sport 2019-2020”, ancora fresca di pubblicazione – luglio 2022 – apprendiamo che nell’intervallo di tempo considerato c’è stata una flessione di tesserati sul territorio nazionale, tra atleti, dirigenti e tecnici di quasi 1.800.000 unità, equivalente a circa il 9 % del totale, percentuale più marcata negli sport di squadra, che in quelli individuali, tale da far arretrare tutto il movimento sportivo su posizioni di diversi anni fa.
Se nel nostro piccolo nell’ultimo biennio possiamo esserci resi conto delle difficoltà per talune società di allestire rose di atleti, piccoli e grandi, e abbiamo avuto notizia di società cessate, a livello nazionale il danno è plurimo.
Da una parte il danno non è monetizzabile e presenta il conto di molte centinaia di migliaia di ragazzi che perdono un importante componente della propria formazione (rispetto delle regole, rapporti con il prossimo extra famiglia ed extra scuola, divertimento, relazione impegno-risultato…) e che vengono privati di quel poco di sana e utile attività fisica praticata, non sempre sostituita con attività formative culturali.
Dall’altra, essendo assodato e accettato che ad ogni euro investito dallo Stato nello Sport, corrisponde un risparmio di 10 euro, dei quali la fetta più grossa è rappresentata dalla spesa sanitaria, è evidente che meno società sportive sono attive, meno atleti praticano attività fisica, meno investimenti vengono destinati allo sport e meno lo Stato risparmia in spesa sanitaria.
La situazione di un dirigente di una società sportiva dilettantistica, che presenta un dato di tesserati in costante aumento, come fortunatamente viviamo io e i miei colleghi dell’A.C. Asola ormai da decenni, non deve farci minimizzare il fenomeno dell’abbandono dell’attività sportiva, né deve farci apparire la curva dei tesseramenti in crescita come un diritto acquisito: essa è solo frutto della buona amministrazione della società e dell’impegno da parte dei dirigenti e dal buon lavoro dei tecnici.

- Match and Data Analyst
- Allenatore UEFA B
- Fondatore FORMAZIONE IN CAMPO

Match Analysis
Attacco alla porta
“La strategia è la via del paradosso.
Così, chi è abile, si mostri maldestro; chi è utile, si mostri inutile.
Chi è affabile, si mostri scostante; chi è scostante, si mostri affabile.”
(Sun Tzu – L’Arte della Guerra)
Stratagemmi per vincere
VI “Clamore a Oriente, attacco a Occidente”:
attaccare quando il nemico perde il controllo ed è nella confusione.
(I 36 Stratagemmi)
Nel calcio, come nella vita, avere una strategia aumenta le probabilità di
successo. Sia bene chiaro, le aumenta ma non le rende mai totali ed
assolute, perché esiste sempre la casualità, la possibilità che la strategia sia
errata o incompleta, può esistere una strategia più efficace e che ha il
sopravvento, ecc.
Di certo avere una strategia è meglio che non averla.
Nel video che segue è possibile vedere come Quique Setien col suo Betis
cerchi, attraverso il possesso palla, di spostare l’avversario su di un lato per
poi attaccarlo su quello opposto, sfruttando una superiorità numerica.
È una strategia improntata sull’aggirare, sullo spostare l’avversario da un lato
all’altro per poi trovare una falla nel suo sistema difensivo.
É da notare, tuttavia, come una strategia collettiva diventi poi efficace e
letale grazie ad una iniziativa individuale: la percussione palla al piede del
giocatore n° 20 Tello.


VIDEO

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Match Analysis
Attacco al Castello
Il gol, anche se è un golletto, risulta sempre un goooooooooooool nella gola
dei radiocronisti, un “do di petto” capace di lasciare Caruso muto per sempre,
e la folla delira, e lo stadio dimentica di essere di cemento
e si stacca dalla terra librandosi nell’aria.
(Eduardo Galeano)
La Match Analysis è un campo molto vasto e dai molteplici aspetti.
A mio avviso può essere interessante partire da esempi concreti per poi, in
un secondo momento, fare delle riflessioni generali.
In questo articolo ho scelto di partire dallo scopo e dal fine ultimo di ogni
partita, ogni giocatore e ogni tifoso di calcio: il GOL.
Sì, il possesso palla è bello, sì le giocate spettacolari sono importanti e
vanno incentivate, sì anche una fase difensiva ben fatta ha il suo fascino, ma
ogni amante del calcio che si rispetti sa che nulla è paragonabile ad un gol.
Nella breve analisi che segue e nel video che trovate allegato ci sono degli
spunti per “analizzare” cosa sia successo in un’azione.
Non ha la presunzione né di essere completa né di essere esaustiva, è uno
dei molteplici punti di vista, gli altri li lasciamo ai bar e ai “nuovi bar
tecnologici sociali” che ne sono ricolmi, da cui può essere osservata una
singola azione.
Moltiplicatela per tutte le azioni che accadono, per tutte le partite giocate,
per tutti gli allenamenti fatti…
L’analisi, ricordo, serve per semplificare, per rendere chiaro ciò che a volte è
nascosto o oscuro, per riconoscere quello che si ripete.
Fra le molteplici fasi e i diversi aspetti che si possono analizzare in questa
azione, ne abbiamo scelti 4, relativi alle fasi di possesso dell’Atalanta:

FASE 1: il Lecce, in fase difensiva è disposto 5 (in linea) + 4 (2 in pressing, 2 in copertura), costituendo un ipotetico Castello difensivo a ridosso dell’area di rigore. Ilicic è il giocatore in possesso palla, sembrerebbe non avere sbocchi o linee di passaggio pericolose.

FASE 2: Ilicic crea spazio decidendo di attaccare il Castello con una percussione palla al piede

FASE 3: Dopo una giocata interlocutoria in ampiezza, il Castello difensivo del Lecce si è compattato ed è solo grazie a Gomez che si riesce a scardinarlo, con un attacco in profondità (zona cieca)

FASE 4: il tiro di Gomez è respinto, ma Ilicic ha seguito l’azione e qui esegue un vero e proprio pezzo di bravura, da manuale del calcio: anziché calciare di prima intenzione, rischiando quindi l’intercetto, con una finta sposta ben 4 giocatori avversari e segna a porta vuota
VIDEO

- Addetto Stampa A.C. Asola
SOLO PANCHINARI
Iniziano a indossare questa divisa a partire dalla categoria Giovanissimi, quando non sono più le regole democratiche federali a schierarli in campo, ma le scelte tecniche dell’allenatore.
Di loro si parla poco e non si scrive mai, ma basterebbe un po’ di attenzione, per scoprire in questi ragazzi il più puro spirito sportivo dilettantistico, cha a volte nei titolari è viziato da egoismo e presunzione.
Impegno in allenamento, speranza di giocare almeno qualche scampolo di partita, spirito di gruppo, condivisione delle emozioni dei compagni, più di tutti al servizio della squadra e felici di poter essere utili, indispensabili: tutto questo hanno e molto di più.
Noi dirigenti li conosciamo meglio dei titolari, perché viviamo insieme a loro in panchina il clima partita, rispondiamo alle loro domande e ascoltiamo le loro considerazioni finemente tecniche: quelle considerazioni che solo chi cerca di rubare il segreto dei compagni in campo può fare, ma senza malizia, con la concentrazione di chi assiste alla partita da una posizione privilegiata, a pochi passi dall’allenatore, ascoltando i suoi commenti, anche quelli sfuggiti quasi sotto voce.
A volte un giocatore assume il ruolo di panchinaro per certi vizi dell’allenatore, che schiera in campo figli degli amici o amici dei figli, in decenni di carriera da dirigente capita di vedere anche questo, ma raramente e comunque il tempo è galantuomo.
Non è mai bello fare nomi, e quindi non li farò – né per gli allenatori, né per i ragazzi – ma certi panchinari non li dimenticherò mai: quello che ha amato il proprio numero 14, dopo che avevo iniziato a stemperare la sua delusione con un sorriso, facendogli presente che era il numero del grande Cruijff, o quello che era solito sedersi in panchina vicino a me e che si stupiva dei geroglifici che buttavo giù a mo’ di appunti, ma era prezioso per cogliere quello che il mio occhio non vedeva.
Il numero 12. Quello però vale un discorso a parte.
Sempre irremovibile nella mia convinzione di non avventurarmi mai nelle competenze degli allenatori – gradendo naturalmente la stessa cortesia da loro – tuttavia non ho mai desiderato l’alternanza programmata tra due portieri; ricordo con tristezza l’anno del portiere “da casa” e quello “da trasferta” – e mi piace che l’allenatore faccia una scelta, che non deve essere definitiva, ma gara per gara, mettendo tra i pali chi dà più garanzie al momento. Se è auspicabile avere due portieri equivalenti, che l’alternanza la seguiranno naturalmente, in base allo stato di forma fisica e mentale, ci sono situazioni nelle quali i numeri 1 e 12 si posano stabilmente ciascuno sulle spalle di un portiere.
È proprio allora che il numero 12 deve essere un ragazzo speciale.
Per mia fortuna in tanti anni ho avuto anche quello: educato, equilibrato, sempre presente e impegnato negli allenamenti, sempre pronto a entrare in partita, il miglior rifinitore nella preparazione del collega, del quale solo acciacchi, impegni familiari e squalifiche gli permettevano di giocare in partite ufficiali.
L’eroe di Gonzaga era stato soprannominato dopo l’importante partita giocata da titolare, quando aveva abbassato una saracinesca davanti alla propria porta, catturando e deviando qualsiasi pallone si fosse avvicinato, reso imbattibile e orgoglioso dalla fiducia che la società aveva riposto in lui.
La panchina è una barca che ha il proprio equipaggio.
Il dirigente, l’allenatore con il collaboratore e il massaggiatore, tutti hanno un compito che non si improvvisa, ma si affina con l’attitudine e l’esperienza: tutto funziona quando l’equipaggio è ben assortito e stima e fiducia sono reciproche, ma a fare della barca un complesso mondo sono solo i panchinari.
Non ha importanza se con controllo anglosassone o esuberanza mediterranea, ma chi non vive con i panchinari, si perde il meglio.
IL CALCIO D’ANGOLO
Un calcio d’angolo viene assegnato quando il pallone, toccato per ultimo da un calciatore della squadra difendente, ha interamente superato la linea di porta, sia a terra sia in aria, senza che una rete sia stata segnata.
Una rete può essere segnata direttamente su calcio d’angolo, ma soltanto contro la squadra avversaria; se il pallone entra direttamente nella propria porta sarà assegnato un calcio d’angolo alla squadra avversaria.

1. PROCEDURA
• Il pallone deve essere posto nell’area d’angolo più vicina al punto in cui il pallone ha oltrepassato la linea di porta
• Il pallone deve essere fermo e viene calciato da un calciatore della squadra attaccante
• Il pallone è in gioco quando è calciato e si muove chiaramente; non è necessario che esca dall’area d’angolo
• La bandierina d’angolo non deve essere rimossa
• I calciatori della squadra avversaria devono rimanere ad almeno 9,15 m dall’arco d’angolo fino a quando il pallone non sia in gioco
2. INFRAZIONI E SANZIONI
Se, dopo che il pallone è in gioco, il calciatore che ha eseguito il calcio d’angolo tocca il pallone di nuovo prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore sarà assegnato un calcio di punizione indiretto; se, però, commette un fallo di mano:
• sarà assegnato un calcio di punizione diretto
• sarà assegnato un calcio di rigore, se l’infrazione è stata commessa all’interno dell’area di rigore del calciatore che ha eseguito il calcio d’angolo, salvo che si tratti del portiere, nel qual caso sarà assegnato un calcio di punizione indiretto
Se un calciatore, mentre sta eseguendo correttamente un calcio d’angolo, calcia intenzionalmente il pallone contro un avversario al fine di poterlo rigiocare, ma non lo fa in modo negligente, imprudente o usando vigoria sproporzionata, l’arbitro consentirà che il gioco di prosegua.
Per ogni altra infrazione a questa regola, il calcio d’angolo dovrà essere ripetuto.

GUIDA PRATICA AIA
1. Può un calciatore rimuovere la bandierina per eseguire più agevolmente un calcio d’angolo?
No. Nel caso questo avvenga, l’arbitro invita il calciatore a riporla nella corretta posizione e, in caso di diniego o di recidiva, lo ammonisce.
2. Se nell’esecuzione di un calcio d’angolo il pallone rimbalza su un palo della porta e ritorna verso il calciatore che lo ha calciato, questi può giocarlo di nuovo?
No. In questo caso il gioco verrà ripreso con un calcio di punizione indiretto nel punto in cui il calciatore ha toccato di nuovo il pallone.

IL CALCIO DI RINVIO
Un calcio di rinvio viene assegnato quando il pallone, toccato per ultimo da un calciatore della squadra attaccante, ha interamente superato la linea di porta, sia a terra sia in aria, senza che una rete sia stata segnata.
Una rete può essere segnata direttamente su calcio di rinvio, ma soltanto contro la squadra avversaria; se il pallone entra direttamente nella propria porta, sarà assegnato un calcio d’angolo alla squadra avversaria.
1. PROCEDURA
• Il pallone deve essere fermo e viene calciato da un punto qualsiasi dell’area di porta da un calciatore della squadra difendente
• Il pallone è in gioco quando viene calciato e si muove chiaramente
• I calciatori avversari devono restare fuori dell’area di rigore fino a quando il pallone non sia in gioco

2. INFRAZIONI E SANZIONI
Se, dopo che il pallone è in gioco, il calciatore che ha eseguito il calcio di rinvio lo tocca di nuovo, prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore, sarà assegnato un calcio di punizione indiretto; se, però, commette un fallo di mano:
• sarà assegnato un calcio di punizione diretto
• sarà assegnato un calcio di rigore se l’infrazione è stata commessa all’interno dell’area di rigore del calciatore che ha eseguito il calcio di rinvio, salvo che si tratti del portiere, nel qual caso sarà assegnato un calcio di punizione indiretto
Se, quando un calcio di rinvio viene eseguito, uno o più avversari sono all’interno dell’area di rigore perché non hanno avuto tempo di uscire, l’arbitro lascerà proseguire il gioco. Se un avversario, che si trova nell’area di rigore quando il calcio di rinvio viene eseguito, tocca il pallone o lo contende prima che sia in gioco, il calcio di rinvio verrà ripetuto.
Se un calciatore entra nell’area di rigore prima che il pallone sia in gioco e subisce un fallo da un avversario, il calcio di rinvio verrà ripetuto e il colpevole potrà essere ammonito o espulso, secondo la natura dell’infrazione.
Per ogni altra infrazione a questa regola, il calcio di rinvio dovrà essere ripetuto.
GUIDA PRATICA AIA
1. Quando è in gioco il pallone nell’esecuzione di un calcio di rinvio?
Quando viene calciato e si è mosso chiaramente.
2. Una squadra esegue un calcio di rinvio. Quando i calciatori avversari possono entrare nell’area di rigore?
Quando il pallone è stato calciato e si è mosso chiaramente. Se un avversario rimane deliberatamente dentro o da fuori entra in area di rigore prima che il calcio di rinvio venga eseguito, questo deve essere ripetuto. Se, invece, il calcio di rinvio viene eseguito rapidamente e un avversario non ha realmente avuto il tempo di uscire dall’area di rigore, l’avversario non può interferire o impedire la ripresa del gioco, ma può intercettare il pallone una volta che è in gioco.
3. Quale decisione dovrà assumere l’arbitro se, in occasione di un calcio di rinvio, il portiere calcia leggermente il pallone sollevandolo verso un compagno di squadra, che colpendolo di testa o di petto lo restituisce al portiere stesso affinché se ne impossessi con le mani?
L’arbitro farà ripetere il calcio di rinvio senza assumere alcun provvedimento disciplinare, a meno che ciò non si verifichi più volte.
IL CALCIO DI RIGORE
Un calcio di rigore viene assegnato se un calciatore commette una delle infrazioni punibili con un calcio di punizione diretto, all’interno della propria area di rigore o fuori del terreno di gioco, secondo quanto previsto nelle Regole 12 e 13.
Una rete può essere segnata direttamente su calcio di rigore.
1. PROCEDURA
Il pallone deve essere fermo sul punto del calcio di rigore e i pali della porta, la traversa e la rete della porta non devono essere mossi.
Il calciatore incaricato di eseguire il calcio di rigore deve essere chiaramente identificato.
Il portiere difendente deve rimanere sulla linea di porta, tra i pali, senza toccare la traversa, i pali o la rete della porta, facendo fronte a chi esegue il tiro, fino a quando il pallone non sia stato calciato.
Tutti i calciatori, tranne l’incaricato del tiro e il portiere, devono posizionarsi:
• ad almeno 9,15 m dal punto del calcio di rigore
• dietro il punto del calcio di rigore
• sul terreno di gioco
• fuori dell’area di rigore

Dopo che i calciatori hanno preso posizione in conformità con questa Regola, l’arbitro emette il fischio per l’esecuzione del calcio di rigore.
Il calciatore che esegue il calcio di rigore deve calciare il pallone in avanti; è consentita l’esecuzione con un colpo di tacco purché il pallone si muova in avanti.
Quando il pallone viene calciato, il portiere difendente deve avere almeno parte di un piede che tocca la linea di porta o che sia in linea con essa.
Il pallone è in gioco quando viene calciato e si muove chiaramente.
Il calciatore che ha eseguito il tiro non può toccare di nuovo il pallone prima che lo stesso sia stato toccato da un altro calciatore.
Il calcio di rigore è completato quando il pallone cessa di muoversi, esce fuori dal terreno di gioco o l’arbitro interrompe il gioco per qualsiasi infrazione alle Regole.
Recupero deve essere assegnato affinché un calcio di rigore sia eseguito e completato alla fine di ciascun periodo della gara o dei tempi supplementari.
In questi casi, il tiro è completato quando, dopo essere stato eseguito, il pallone cessa di muoversi, esce fuori dal terreno di gioco, viene giocato da un qualsiasi calciatore (incluso chi ha eseguito il tiro) diverso dal portiere difendente o l’arbitro interrompe il gioco per un’infrazione commessa dalla squadra che ha eseguito il rigore. Se un calciatore della squadra difendente (incluso il portiere) commette un’infrazione e la rete non viene segnata, il calcio di rigore sarà ripetuto.
2. INFRAZIONI E SANZIONI
Una volta che l’arbitro emette il fischio per l’esecuzione di un calcio di rigore, il tiro deve essere eseguito; se non viene eseguito l’arbitro può adottare provvedimenti disciplinari prima di emettere il nuovo fischio per l’esecuzione del calcio di rigore.
Se, prima che il pallone sia in gioco, si verifica una delle seguenti situazioni:
a) il calciatore che esegue il calcio di rigore o un suo compagno commette un’infrazione:
• se il pallone entra in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto
• se il pallone non entra in porta, l’arbitro dovrà interrompere il gioco e assegnare un calcio di punizione indiretto
fanno eccezione le seguenti infrazioni per le quali il gioco dovrà essere interrotto e ripreso con un calcio di punizione indiretto indipendentemente dal fatto che la rete venga segnata o no:
• un calcio di rigore viene calciato indietro
• un compagno del calciatore identificato esegue il calcio di rigore; l’arbitro ammonisce il calciatore che ha eseguito il tiro
• una volta che il calciatore ha completato la rincorsa fa finta di calciare il pallone; l’arbitro ammonisce il calciatore (è consentito, però, fare una finta durante la rincorsa)
b) il portiere commette un’infrazione:
• se il pallone entra in porta, la rete dovrà essere assegnata
• se il pallone “manca” la porta o rimbalza dalla traversa o dai pali, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto soltanto se l’infrazione del portiere ha avuto chiaramente un impatto sul calciatore che lo ha eseguito
• se il portiere impedisce al pallone di entrare in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto
Se l’infrazione del portiere causa la ripetizione del calcio di rigore, il portiere dovrà essere richiamato ufficialmente per la prima infrazione nella gara e ammonito per ogni successiva infrazione nella gara
c) un compagno del portiere commette un’infrazione:
• se il pallone entra in porta, la rete dovrà essere assegnata
• se il pallone non entra in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto
d) uno o più calciatori di ciascuna squadra commettono un’infrazione, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto, a meno che un calciatore commetta un’infrazione più grave (ad esempio, fa una finta irregolare);
e) sia il portiere sia chi esegue il tiro commettono un’infrazione allo stesso tempo, colui che ha eseguito il tiro verrà ammonito e il gioco sarà ripreso con un calcio di punizione indiretto per la squadra difendente
Se, dopo l’esecuzione del calcio di rigore:
- chi lo ha eseguito tocca il pallone di nuovo prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore:
• sarà assegnato un calcio di punizione indiretto (o diretto, in caso di fallo di mano) - il pallone viene toccato da un “corpo estraneo” mentre si muove in avanti:
• il calcio di rigore dovrà essere ripetuto tranne che il pallone non stia entrando in porta e l’interferenza non impedisca al portiere o ad un difendente di giocarlo, nel qual caso la rete sarà convalidata se il pallone entra in porta (anche se c’è contatto con il pallone), a meno che l’interferenza non sia stata causata dalla squadra attaccante - il pallone rimbalza sul terreno di gioco, dopo essere stato respinto dal portiere o dai pali o dalla traversa e viene poi toccato da un “corpo estraneo”:
• l’arbitro interrompe il gioco
• il gioco verrà ripreso con una rimessa dell’arbitro nel punto in cui si trovava il pallone al momento del contatto
3. TABELLA RIASSUNTIVA

GUIDA PRATICA AIA
1. Il capitano della squadra punita con un calcio di rigore può formulare riserve sulla distanza del punto del calcio di rigore dalla linea di porta?
Le riserve verbali possono essere espresse soltanto per irregolarità del terreno di gioco sopravvenute nel corso della gara. Nel caso in questione, poiché le riserve riguardano un particolare della segnatura del terreno rimasto immutato durante la gara, le stesse avrebbero dovuto essere presentate per iscritto prima dell’inizio. Pertanto, l’arbitro non ne terrà conto, ma ne farà menzione nel rapporto di gara.
2. Su un terreno di gioco allentato dalla pioggia, un calciatore per effettuare un calcio di rigore posiziona il pallone accanto al punto del calcio di rigore. Ciò è regolare e può essere consentito?
No.
3. L’arbitro decide che un calcio di rigore debba essere ripetuto a causa di un’infrazione. Può essere un altro calciatore ad eseguire questo secondo calcio di rigore?
Sì.
4. Un calciatore effettua un calcio di rigore prima che l’arbitro abbia dato il segnale per l’esecuzione. Quale deve essere la decisione dell’arbitro?
Dovrà, comunque, fare ripetere il calcio di rigore.
5. Il calciatore che esegue un calcio di rigore passa il pallone in avanti ad un compagno che segna una rete. Questo è permesso?
Sì, purché la corretta procedura di esecuzione del calcio di rigore sia seguita.
6. Una gara è prolungata per consentire l’esecuzione di un calcio di rigore. Il portiere può essere sostituito prima che il calcio di rigore sia eseguito?
Sì.
LA RIMESSA DALLA LINEA LATERALE
Una rimessa dalla linea laterale viene assegnata alla squadra avversaria del calciatore che per ultimo ha toccato il pallone prima che questo abbia interamente superato la linea laterale, sia a terra sia in aria.
Una rete non può essere segnata direttamente su rimessa dalla linea laterale:
• se il pallone entra nella porta avversaria, sarà assegnato un calcio di rinvio
• se il pallone entra nella porta di chi ha eseguito la rimessa dalla linea laterale, sarà assegnato un calcio d’angolo


1. PROCEDURA
Al momento di lanciare il pallone, il calciatore incaricato deve:
• stare in piedi rivolto verso il terreno di gioco
• avere, almeno parzialmente, i due piedi sulla linea laterale o sul terreno all’esterno di questa
• lanciare il pallone con entrambe mani da dietro e al di sopra della testa, dal punto in cui è uscito dal terreno di gioco
Tutti gli avversari devono stare ad almeno due metri dal punto della linea laterale da cui la rimessa dalla linea laterale deve essere eseguita.
Il pallone è in gioco quando entra sul terreno di gioco. Se il pallone tocca il suolo prima di entrare, la rimessa dalla linea laterale dovrà essere ripetuta dalla stessa squadra e dalla stessa posizione. Se la rimessa dalla linea laterale non viene eseguita correttamente, dovrà essere eseguita dalla squadra avversaria.
Se un calciatore, mentre sta eseguendo correttamente una rimessa dalla linea laterale, lancia intenzionalmente il pallone contro un avversario al fine di poterlo rigiocare, ma non lo fa in modo negligente, imprudente, o usando vigoria sproporzionata, l’arbitro consentirà che il gioco prosegua.
Il calciatore che ha eseguito la rimessa non deve toccare di nuovo il pallone prima che lo stesso sia stato toccato da un altro calciatore.
2. INFRAZIONE E SANZIONI
Se, dopo che il pallone è in gioco, colui che ha eseguito la rimessa dalla linea laterale tocca di nuovo il pallone prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore sarà assegnato un calcio di punizione indiretto; se, però, commette un fallo di mano:
• sarà assegnato un calcio di punizione diretto
• sarà assegnato un calcio di rigore, se l’infrazione è stata commessa all’interno dell’area di rigore del calciatore che ha eseguito la rimessa dalla linea laterale, salvo che si tratti del portiere, nel qual caso sarà assegnato un calcio di punizione indiretto
Un avversario che distrae oppure ostacola scorrettamente il calciatore che esegue una rimessa dalla linea laterale (anche non rispettando la distanza di 2 m dal punto in cui viene eseguita) deve essere ammonito per comportamento antisportivo e se la rimessa dalla linea laterale è stata eseguita, verrà assegnato un calcio di punizione indiretto.
Per ogni altra infrazione a questa regola, la rimessa dalla linea laterale dovrà essere eseguita da un calciatore della squadra avversaria.
Esempi di rimessa dalla linea laterale irregolare

GUIDA PRATICA AIA
1. Quando deve essere ripetuta dalla stessa squadra la rimessa dalla linea laterale?
Quando, essendo stata regolarmente effettuata, il pallone tocca il suolo prima di essere entrato sul terreno di gioco e nel caso proposto al punto successivo.
2. Un calciatore, durante l’esecuzione di una rimessa dalla linea laterale, viene involontariamente disturbato, ad esempio da un assistente dell’arbitro. Cosa deve fare l’arbitro?
Se per effetto del disturbo involontariamente arrecato, la rimessa dalla linea laterale dovesse risultare effettuata irregolarmente e/o in qualche modo influenzata, l’arbitro dovrà far ripetere la rimessa dalla linea laterale alla stessa squadra. Altrimenti lascerà proseguire il gioco.
3. Un calciatore effettua una rimessa dalla linea laterale con i due piedi parzialmente dietro o sulla linea laterale oppure dentro il terreno di gioco con i talloni sulla linea laterale. Questo è permesso?
Sì, purché almeno parzialmente i due piedi siano a terra sulla linea laterale o sul “campo per destinazione”.
4. Se un calciatore effettua la rimessa in modo irregolare o da una posizione diversa rispetto a quella prescritta, come si comporterà l’arbitro?
Assegnerà la rimessa all’altra squadra.
5. Un calciatore effettua una rimessa dalla linea laterale in modo non corretto ed il pallone va direttamente verso un avversario, che potrebbe beneficiare di un vantaggio. L’arbitro può fare continuare il gioco?
No. La rimessa dalla linea laterale dovrà essere eseguita da un calciatore della squadra avversaria.
6. Quando deve essere considerato in gioco il pallone su rimessa dalla linea laterale?
Non appena entra sul terreno di gioco, ossia, mentre ancora in aria, tocca il margine esterno dell’immaginario piano verticale della linea laterale, dopo aver lasciato le mani di chi ha effettuato la rimessa.
7. Una rimessa dalla linea laterale viene eseguita da un calciatore, che lancia il pallone verso il proprio portiere il quale, nell’intento di evitare che il pallone entri in rete, tocca il pallone con le mani. Ciò nonostante, il pallone entra in porta. Quale deve essere la decisione dell’arbitro?
Il vantaggio dovrà essere applicato e la rete convalidata.
8. Un calciatore esegue regolarmente una rimessa dalla linea laterale e lancia con violenza volontariamente il pallone contro l’arbitro. Quale sanzione dovrà essergli comminata?
Il calciatore dovrà essere espulso e l’arbitro assegnerà un calcio di punizione diretto nel punto in cui il pallone lo ha colpito.
9. Un calciatore decide di eseguire la rimessa dalla linea laterale un metro dietro la linea stessa. Dove si dovranno posizionare gli avversari per rispettare la distanza?
Dovranno posizionarsi comunque a due metri dal punto della linea laterale da cui la rimessa dovrebbe essere eseguita.





